LECCE – Solito gioco lento e prevedibile, buchi in difesa. Stulic, esordio incoraggiante: le pagelle
LE PAGELLE DI LECCE-MILAN
Falcone 6,5: Incolpevole su entrambi i gol, i suoi guantoni chiudono lo specchio in maniera decisiva in almeno altre cinque occasioni, evitando un passivo di gran lunga peggiore.
Veiga 5: Apre l’autostrada a Pulisic per lo 0-2 pasticciando insieme a Gaspar. Ma per tutta la gara spinge pochissimo, prende poco l’iniziativa e spesso passa il pallone all’indietro. Serve più coraggio, più sfrontatezza e anche più diligenza nelle coperture difensive.
Gaspar 5: Mette lo zampino in negativo su entrambi i gol dopo un primo tempo di carattere e di sostanza. Nella ripresa abbassa il livello: prima Gimenez lo beffa nel gol poi annullato per fuorigioco; idem Loftus-Cheek nel gol stavolta valido; dà il via allo 0-2 con un colpo di testa arretrato alla cieca verso Veiga.
Tiago Gabriel 5,5: Sul gol di Gabbia, poi annullano, si fa sorprendere. Fino a oltre metà partita prende bene le misure a Gimenez e compagni giocando con ordine e tempismo, facendosi vedere anche nella prima impostazione difensiva. Il primo errore arriva al 63′ quando un passaggio errato apre il contropiede di Saelemaekers. Loftus Cheek beffa sia lui sia Gaspar, saltando in mezzo a loro e battendo Falcone.
Gallo 5,5: Il terzino palermitano non commette grossi errori difensivi ma dei tanti cross scodellati in mezzo all’area rossonera non se ne è salvato uno.
Coulibaly 5,5: Sotto tono e sotto ritmo. Una delle rare prove insufficienti del maliano che è stritolato in mezzo alla mediana rossonera, più numerosa e di altra categoria calcistica. In affanno in copertura, quasi mai propositivo in area avversaria.
Ramadani 6: Francobolla Modric come può, mettendo le solite pezze ai buchi che si aprono tra difesa e mediana. Non si fa però mai vedere per prendere palla e per impostare l’azione.
(81′ Helgason) sv: Un centrocampo senza qualità forse aveva bisogno dell’islandese non al minuto 81, ma molto prima.
Kaba 5,5: Sorpresa di oggi. Avvio col freno a mano tirato, lento e compassato, poi dialoga bene con Pierotti in un paio di occasioni. L’argentino gli serve il pallone del vantaggio al 41′ spedito poi alle stelle. Nella ripresa ha l’occasione di rifarsi sull’assist di Stulic ma è lento nel tiro.
(63′ Berisha) 5: Ancora una prova opaca dopo quella di Genoa. Ci si attende il cambio di ritmo e anche un pizzico di qualità in più ma anche oggi l’albanese delude le aspettative.
Pierotti 6,5: Primo tempo brillante e a tutta fascia. Si sacrifica da terzino accanto a Veiga ma è anche il più pericoloso in avanti. Buone un paio di trame con Kaba sulla destra. Al 21 temporeggia un po’ troppo poi passa il pallone fuori tempo a Coulibaly. A fine frazione improvvisa uno sfondamento da ariete e serve a Kaba il pallone del vantaggio ma il francese lo spedisce alle stelle.
(63′ Sottil) 5,5: Tanta verve ma poco altro. Dall’ex viola ci si aspetta che, almeno lui, riesca a saltare l’uomo sulla fascia, di tanto in tanto, e che punti verso la porta avversaria.
Camarda 5: Corre tanto, ma spesso a vuoto per accorciare le linee. Non gli arrivano palloni giocabili e fa poco anche per farsi vedere. Esce per una botta alla testa: gli esami svolti al “Fazzi”, per fortuna, hanno dato esito negativo. Avanti, ragazzo!
(46′ Stulic) 6: Un assist di tacco per Kaba e un tiro su Maignan nelle rarissime occasioni in cui gli giunge una palla giocabile. Esordio incoraggiante.
Morente 6: Si sfianca a ritroso per dare una mano al collega di fascia, arrivando inevitabilmente poco lucido in zona offensiva. Alterna cose buone a cose rivedibili. Serve a Stulic il pallone dell’unico tiro in porta della serata.
(81′ N’Dri) 6: Volenteroso, ma poco altro, anche se riesce ad andare sul fondo una volta e a tirare verso la porta di Maignan con Stulic che non riesce a controllare il pallone sulla traiettoria.
All. Di Francesco 5: La notizia positiva, l’unica, è che il Lecce oggi ha fatto un tiro in porta dopo una partita e mezza. Le brutte sono tante: dal gioco lento, prevedibile, scontato, schematico, poco qualitativo alla scarsa incisività sotto porta, passando per un centrocampo di tamponatori con scarsa propensione alla costruzione dell’azione in verticale e alla ricerca degli spazi tra le linee. E poi, non si tira mai. Si fa una fatica enorme ad alzare le linee e a riempire l’area, anche perché i cross dalle fasce sono quelli che sono. Lancia Kaba titolare ma il Milan nasconde palla al Lecce per i primi dieci minuti. Lentamente qualcosa di incoraggiante si vede ma è un fuoco di paglia. L’ingresso di Stulic dà un po’ di brio là davanti ma i suoi colleghi non riescono quasi mai a servirlo. Nulla di nuovo, a dir la verità. Il Lecce continua sullo stesso copione dello scorso anno e dell’anno prima: sterilità in zona d’attacco, esterni che si spompano a tutta fascia, pochissima qualità e personalità in mezzo al campo e difesa con qualche preoccupante black-out. Nessuno salta l’uomo sugli esterni, i cross al centro sono inguardabili. Mai una palla filtrante ai 20 metri. Ci si chiede se si può cambiare tatticamente qualcosa, a partire dallo schema marchio di fabbrica di casa Lecce, immutabile e intoccabile. Ci si chiede se il nuovo arrivato Sala potrà dare un pizzico si qualità a una mediana che se la cavicchia nel rompere il gioco avversario ma che fa quasi tenerezza quando prova a costruire un’azione offensiva. Da qui a lunedì non dovrebbero arrivare nuovi elementi dal mercato, salvo sorprese. Ora la pausa, con molti titolari che saranno via con le rispettive nazionali. Tempo per riflettere, per Di Francesco, per studiare e per capire dove e come può intervenire per rendere questa squadra quantomeno in grado di giocarsela con le pari grado. Perchè, quella vista oggi, e in parte a Genova, non lo è.
