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foto: l'esultanza di Strefezza e compagni
ph: Coribello/SS

LECCE – Krstovic ci ha preso gusto, Strefezza archivia la pratica Salernitana: le pagelle

LE PAGELLE DI LECCE-SALERNITANA

Falcone 7: Decisivo coi piedi su Candreva, al tramonto del primo tempo e, forse, ci mette un’unghietta per deviare sul palo (interno) il tiro a giro di Cabral che lascia il Via del Mare col fiato sospeso. Sicuro nelle prese in almeno altre due occasioni, graziato da Cabral ancora nel finale.

Gendrey 6,5: Sfonda sulla fascia dopo pochi minuti e mette in testa a Krstovic il pallone dell’1-0. Sul palo della Salernitana, si fa beffare da Cabral che allarga la mira di un millimetro in più. Chiude in crescendo anche se getta qualche pallone di troppo.

Pongracic 6,5: Sicuro e ordinato, sia in fase di pulizia area, che in fase di prima impostazione del gioco. Ha tempo anche per gettarsi in area avversaria a caccia del suo primo gol giallorosso.

Baschirotto 6: Forse non è ancora ai livelli di sicurezza dello scorso anno ma compensa con la grinta e la voglia di non mollare nemmeno un pallone. Tranne all’87, quando ne perde uno ingenuamente ai limiti della sua area e la Salernitana va vicina al pari con Cabral.

Gallo 6: Generoso nella corsa e nelle sovrapposizioni a Banda, ordinato e attento nelle chiusure. Sui cross è un po’ troppo prevedibile.

(77′ Dorgu) 6,5: Dà più vivacità, sostanza e corsa alla manovra del Lecce, sin lì apparsa in affanno. Ha il merito di provare il jolly da fuori e di guadagnarsi il rigore del 2-0.

Kaba 6,5: Sostanza e vigoria, anche troppa, tanto che, per due volte, va vicinissimo a prendere il secondo giallo. D’Aversa, intelligentemente, lo toglie dal campo anzitempo. Ad ogni modo, lascia intravedere un potenziale di crescita enorme.

(62′ Gonzalez) 6: Impatto con la gara timido e poco efficace, si riscatta nella parte finale quando contribuisce a congelare il pallone e a far trascorrere il cronometro.

Ramadani 7: Gara imponente. Cresce col passare dei minuti, schermando la difesa e dando il via alla manovra offensiva. Nella ripresa giganteggia e trascina la squadra, togliendosi anche la soddisfazione di provare tre tiri da fuori di discreta difficoltà.

Rafia 5,5: Delusione della serata. Fa poco filtro a centrocampo, corre a vuoto e non si vede quasi mai in manovra offensiva. Anche in questo caso, occhio di lince D’Aversa se ne accorge in tempo e opta per il soldato Blin a fare legna.

(62′ Blin) 6: Ingresso che rinforza i bulloni della squadra nell’ultima mezzora, quando c’era la necessità di spegnere le velleità salernitane e, magari, di pungere in contropiede. Si perde un po’ Bohinen ma il granata spara alto e largo.

Almqvist 6,5: Proficuo il suo lavoro in copertura, disturbando gli avversari, rincorrendoli e recuperando anche diversi palloni. Sguscia in area un paio di volte e l’azione del rigore su tiro di Dorgu nasce da un suo bel tiro rimpallato da un difensore ospite.

Krstovic 7,5: In 70 minuti dimostra di conoscere bene il decalogo del centravanti, segnando un gol con una spizzata perfetta dopo sei minuti, arretrando e dialogando coi compagni spalle alla porta, attaccando gli spazi, difendendo il pallone dagli avversari, sparando verso la porta non appena ha un pallone buono. In pratica, tutto ciò che non si è quasi mai visto lo scorso anno. Due gol in nemmeno due partite e il Lecce vola.

(71′ Piccoli) 6: Non tira in porta ma corre, rincorre, pressa e disturba l’avversario, guadagnandosi gli applausi del Via del Mare.

Banda 6: Copione già visto: in volata sulla fascia è una scheggia, ma sul più bello sbaglia sempre qualcosa di troppo, rischiando anche un secondo giallo che D’Aversa gli risparmia togliendolo anzitempo dal campo. Mette sulla testa di Krstovic il potenziale 2-0 ma poi, a corto di fiato, commette ingenuità in serie. Avrebbe, comunque, meritato il gol nel primo tempo, gol che arriverà, e non sarà l’unico, se riuscirà a crescere mentalmente e a capire qual è la cosa giusta da fare.

(71′ Strefezza) 7: Ingresso posticipato ma letale per la difesa granata. Appare subito in palla cucendo e organizzando il gioco nella tre quarti ospite, dialogando coi compagni di reparto, dettando traiettorie e passaggi, trasformando poi il rigore della sicurezza spiazzando Ochoa, non il primo arrivato.

All. D’Aversa 7: Sette punti in tre partite prima della sosta dicono tutto e anche di più. Capace di leggere in tempo reale le situazioni di gioco e di intervenire tempestivamente, per evitare guai più seri (Kaba e Banda erano a rischio espulsione), ridisegnando l’assetto della squadra nella parte calda della ripresa e portando a casa una vittoria meritata, con un pizzico di fortuna che non guasta mai. Non appare un integralista dei moduli e dei numeri. A livello di energie, spende un quantitativo simile a uno dei suoi calciatori in campo, urlando, gesticolando, richiamando, incitando. E questo, evidentemente, fa bene alla squadra, e non solo.