foto: il gol salvezza di Bandaph: Coribello/Salentosport
LECCE – Undici perle in Serie A: da Carletto Mazzone a Di Francesco, la cronistoria delle salvezze giallorosse
Il gol di Lameck Banda in Lecce-Genoa e la strenua difesa della propria porta, chiusa a doppia mandata da Wladimiro Falcone e compagni, sono valsi la sospirata, sofferta, durissima undicesima salvezza del club giallorosso in Serie A, firmata in panchina da Eusebio Di Francesco. Ripercorriamole tutte, a partire dal 1988-89.
PRIMA/MAZZONE – La prima in assoluto arrivò nel campionato 1988-89 con Carletto Mazzone sulla panchina giallorossa. All’ultima giornata di quel campionato, il Lecce batté il Torino per 3-1: era il 25 giugno 1989 e segnarono Benedetti, Barbas per il Lecce, poi Fuser e ancora Paciocco. Festa per il Lecce, lacrime per il Toro, retrocesso in B insieme a Pescara, Pisa e Como.
SECONDA/MAZZONE – Ancora una salvezza con Mazzone nella stagione 1989-90. La partita decisiva fu Ascoli-Lecce, giocata il 22 aprile del 1990, penultima giornata con fine del campionato anticipato per dare spazio a Italia ’90. Una doppietta di Barbas mise il sigillo sulla seconda in assoluto e seconda consecutiva permanenza del Lecce in A. Ininfluente la sconfitta casalinga dell’ultima giornata contro la Juve (2-3). Il Lecce chiuse a 28 punti, come Cesena e Fiorentina, uno in più dell’Udinese, quartultima e retrocessa insieme a Verona, Cremonese e Ascoli.
TERZA/CAVASIN – Seguirono anni di altalena, sino alla stagione del nuovo millennio. Nel 1999-00 la salvezza arrivò alla penultima giornata quando il Lecce batté il Torino per 2-1 il 7 maggio 2000 con gol di Sesa, pareggio granata di Ferrante e gol vittoria di Conticchio. In panchina c’era Alberto Cavasin. Torino ancora una volta condannato alla B dal Lecce che chiuse a 40 punti; in serie cadetta, oltre ai granata (36), anche Venezia (26), Cagliari (22) e Piacenza (21).
QUARTA/CAVASIN – Lo stesso allenatore veneto condusse il Lecce a salvarsi anche nel 2000-01 ma fu una salvezza molto più sofferta e giunta all’ultima giornata in Lecce-Lazio 2-1, data 17 giugno 2001. Entrarono nel referto dei marcatori Crespo per la Lazio e due volte Tanino Vasari per il Lecce. Giallorossi salvi a 37 punti come il Verona e la Reggina, quest’ultima retrocessa insieme a Vicenza, Napoli e Bari.
QUINTA/ROSSI – Fu Delio Rossi l’artefice in panchina della permanenza del Lecce nella stagione 2003-04, arrivata a due giornate dalla fine, dopo un campionato stratosferico, in Lecce-Inter 2-1 del 2 maggio 2004, con gol di Adriano su rigore, Tonetto e Bovo. Quello è tuttora il Lecce dei record per piazzamento: decimo posto con 41 punti e la media punti più alta della propria storia in Serie A, 1,21 a partita. Retrocesse Perugia (32), Modena (30), Empoli (30), Ancona (13).
SESTA/ZEMAN – Il rocambolesco 3-3 in Lecce-Parma, ultima partita della stagione 2004-05, portò il Lecce di Zdenek Zeman a salvarsi ancora. Sotto un sole cocente, il 29 maggio 2005, andarono a segno Morfeo (P), poi Pinardi e Vucinic (L), quindi Bresciano (P) e ancora Dalla Bona (L) e Gilardino (P). L’allenatore boemo, per protesta contro un certo andazzo, osservò la parte finale della gara da dietro la propria panchina (il pareggio faceva comodo a entrambe, il Parma poi si salvò dopo spareggio col Bologna). Lecce salvo con 44 punti (media 1,16), retrocesse Bologna (42 come il Parma), Brescia (41) e Atalanta (35).
SETTIMA/DE CANIO – E venne l’era del derby vinto a Bari il 15 maggio 2011, vittoria poi pagata a carissimo prezzo con la retrocessione in Lega Pro alla fine del successivo campionato. Sulla panchina giallorossa sedeva Gigi De Canio. Andarono a segno Jeda, prima del clamoroso autogol di Masiello che chiuse i conti sullo 0-2. Lecce quartultimo con 41 punti; retrocesse Sampdoria 36, Brescia 32 e Bari 24.
OTTAVA/BARONI – L’ottava è roba più recente. Teatro della salvezza fu il “Brianteo” di Monza. Data: 28 maggio 2023. Sullo 0-0, all’84’, Falcone respinse un rigore di Gytkjaer; all’undicesimo di recupero, altro rigore ma sul fronte opposto: batte Colombo, monzese nativo di Vimercate, ed è gol salvezza, con Baroni che s’inginocchia sul prato alzando le dita al cielo. Lecce salvo con 36 punti; retrocedono Spezia (dopo spareggio col Verona), Cremonese e Sampdoria.
NONA/D’AVERSA-GOTTI – La salvezza numero nove, nell’epoca dello ‘spezzatino tv’, arriva a bocce ferme, con la squadra di Luca Gotti a cena in un albergo cittadino in preparazione di Lecce-Udinese, pronta a festeggiare al triplice fischio di Milan-Cagliari. Il Lecce chiude il campionato a quota 38 punti; retrocedono Frosinone (35), Sassuolo (30) e Salernitana (17).
DECIMA/GOTTI-GIAMPAOLO – La decima ha il sapore della grande impresa esterna nell’annata 2024/25. Con l’acqua alla gola e contro qualsiasi pronostico, il Lecce espugna l’Olimpico battendo la Lazio grazie al gol di Lassana Coulibaly al 43′ e a una strenua difesa in inferiorità numerica per l’espulsione di Pierotti al 47′. Una permanenza blindata a quota 34 punti, spinta forse dall’alto da una forza invisibile con i contorni della sagoma di Graziano Fiorita. Retrocedono in Serie B Empoli (33), Venezia (31) e Monza (28).
UNDICESIMA/DI FRANCESCO – La storia si aggiorna oggi, maggio 2026, con il raggiungimento della quarta permanenza consecutiva in massima serie, un traguardo mai visto prima da queste parti. Il Lecce di Eusebio Di Francesco eguaglia i 38 punti di due stagioni fa, conquistando la matematica certezza all’ultimo respiro contro il Genoa, firmata Banda, varcando l’asticella salvezza schizzata quest’anno a ben 35 punti e regalando al popolo salentino l’undicesima, indimenticabile perla in Serie A.
