foto: Banda vs Belghaliph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Grande cuore ma poca sostanza sotto porta: un copione già letto e riletto. Le pagelle
LE PAGELLE DI LECCE-VERONA
Falcone 6,5: Decisivo nel primo tempo a mano aperta su Orban e nella ripresa su Belghali. Cleen-sheet meritato, secondo di fila.
Veiga 6,5: Gara generosa, attenta in difesa e propositiva in fase d’appoggio. Manca la precisione nell’ultimo passaggio.
Gaspar 6: Generalmente bene tranne nel recupero del primo tempo: un suo liscione a due passi da Falcone poteva costare veramente caro. Di buono c’è che oggi non protesta con l’arbitro.
Tiago Gabriel 6,5: Va col pilota automatico ridimensionando i due attaccanti gialloblù di cui si dice un gran bene.
Gallo 6,5: Ordinato in difesa, quasi sempre attento sull’avversario, costante nell’appoggio dell’azione offensiva e nel rifornire i compagni di cross, anche se non tutti calciati in maniera insidiosa.
Ramadani 6,5: Il solito maratoneta, il solito lavoro di chiusura e cucitura del gioco, oggi arricchito anche da un paio di bei lanci per i compagni, non sfruttati a dovere.
Coulibaly 6: Assicura il lavoro d’ascia e il lavoro di fioretto e lo fa dignitosamente in entrambi i casi. Nella ripresa cala la benzina e si prende un giallo per rimediare a un errore in fase d’impostazione.
Morente 5,5: Nel primo tempo al 15′ ha un’autostrada davanti a sé per involarsi verso Montipò ma decide di percorrerla in seconda marcia fino a farsi rimontare da un avversario nel boato di disapprovazione del Via del Mare. Pochi guizzi e anche poco reattivo sul bel lancio d’esterno di Ramadani.
(66′ Pierotti) 5,5: Non dà il cambio di marcia rispetto a Morente. Uno spunto dei suoi, stile rugby a testa bassa; un solo pallone toccato in area e una palla persa nel finale.
Berisha 6,5: Primo tempo da protagonista: è ispirato, dà armonia alla manovra, cerca la verticalizzazione e anche il tiro in porta, a volte anche da centrocampo. Nella ripresa cala un po’, sparendo dal campo minuto dopo minuto.
(86′ Kaba) sv
Banda 6: Il solito croce e delizia. Corre? Sì. Si impegna? Sì. Dà una mano in difesa? Sì. Si dimostra egoista nei 30 metri avversari? Sì. Sbaglia spesso l’ultima scelta? Sì. È un po’ pasticcione? Sì. Tutto da copione.
(77′ Sottil) 6,5: Entra l’ex viola e la squadra accelera. La prima sgasata produce il cross per Camarda nell’occasione del rigore prima dato poi tolto. E poi all’81’ quando lascia sul posto l’avversario e cerca in area Camarda, poi anticipato. E ancora a poco dalla fine, quando sgancia una sberla troppo centrale, respinta da Montipò con qualche affanno. La sosta servirà per riportare in condizione questo ragazzo che, per questa squadra, è imprescindibile quando sta bene.
Stulic 5: Due palloni tocca in area in 66 minuti la dicono tutta sulla sua ennesima prova desolante. Non solo non riesce a sbloccarsi, ma, dal linguaggio del corpo, sembra lui stesso il primo a non crederci. Un’espressione del volto dimessa, mai un incitamento ai compagni o a se stesso, mai un’imprecazione per aver sbagliato un tocco o un tiro (quando ci riesce, a tirare). Mai un attacco al cuore dell’area di rigore quando arrivano cross radenti fatti appositamente per colui che, sulla carta, dovrebbe essere il centravanti (al 28′ per esempio, col cross di Gallo, quando, invece di andare incontro al pallone, va sul secondo palo).
(66′ Camarda) 6: Sicuramente più vispo del suo collega. Prova a venire incontro al compagno per lo scambio, si getta con coraggio sui palloni vaganti in area. In occasione del rigore, Bella-Kotchap lo anticipa di un’inezia, poi travolgendo anche lui.
All. Di Francesco 6: In altre occasioni il Lecce questa partita l’avrebbe persa. E quindi, il punto è già un progresso. Però, però, ci sono molti però. La squadra gioca bene, attacca con cuore ma anche con poca precisione, meriterebbe di chiudere il primo tempo in vantaggio. Nella ripresa cala un filo di intensità ma ci crede e si getta in avanti a caccia dei tre punti che, però, non arrivano. Bene la difesa, che, al netto di qualche topica che poteva essere pesante, ha retto con sicurezza ad un attacco non proprio irresistibile. Bene a centrocampo, pronto a fare filtro e a capovolgere l’azione da difensiva in offensiva. Male l’attacco, sterili gli esterni, un vuoto in mezzo all’area, almeno fino a quando c’è stato un sempre più sconfortante Stulic. Di buono c’è che il 2 gennaio è vicino e la società si dovrebbe già guardare intorno a caccia di almeno un altro centravanti da lanciare nella mischia. Certo, la scelta di aver puntato tutto su due centravanti a numero, si rivela, giorno dopo giorno, sempre meno azzeccata. Di meno buono c’è che il Lecce in casa non vince dal 18 maggio 2025. Ed è passata un’eternità.
