foto: archivioph: Coribello/Salentosport
LECCE – Copione già visto: si regge fin quando si può, poi si incassa il gol partita senza reagire. Le pagelle
LE PAGELLE DI MILAN-LECCE
Falcone 6.5 – Efficiente nelle uscite di piede, un po’ balbettante nelle uscite aeree. Ma salva gol fatti come su Pulisic al 62′ e in mischia in anticipo su Fullkrug, poco prima della capitolazione.
Ndaba 6: Dà il meglio di sé come terzo centrale e risolve un paio di situazioni che potevano farsi pericolose.
Siebert 5,5: Fino al gol era forse il migliore dei suoi insieme a Falcone. È in ritardo sul suo connazionale, errore grave dopo una partita molto convincente.
Tiago Gabriel 6: Quasi perfetto per oltre tre quarti di partita, lasciando gli spiccioli a Leao e soci. Preso il gol poi sbanda come tutta la squadra.
Gallo 5,5: Un peccato aver sporcato una partita sufficiente sino alla mancata chiusura sul cross di Saelemaekers per Fulljrug. Fin lì era stato attento in difesa e pronto a sganciarsi sulla fascia non appena gli si apriva mezzo spiraglio.
(84′ N’Dri) sv: Briciole per il Wesley Snipes giallorosso.
Ramadani 5: Soliti piedi piombati, solita corsa, solita grinta, solita ammonizione, solito zero nella costruzione dell’azione, solite mezze sceneggiate per falli inesistenti. Copione già visto, anche questo.
(84′ Maleh) sv: Nei minuti finali si permette di vincere un contrasto con Modric e di andare addirittura al tiro. Serviva dal primo minuto?
Coulibaly 6: L’unico dotato di cervello in mezzo al campo, l’unico che infonde qualche goccia di serenità quando ha la palla tra i piedi. Pochi errori, tanta corsa e buona copertura in mezzo al campo.
Pierotti 5,5: Più arretrato di qualche metro rispetto al solito, in sostanza schierato da terzino destro a tutta fascia. Ogni tanto fa tilt come quando, nel primo tempo, passa la palla all’indietro facendo saltare le coronarie, o quando parte col suo solito attacco a testa bassa, fallendo miseramente l’ultimo passaggio. Al 17′ però sfonda e mette in mezzo un cross che, se il Lecce avesse un centravanti, sarebbe stato il gol del vantaggio. È autore di almeno due belle chiusure di forza su Rabiot e Leao. Oltre a questo, nullo in fase offensiva. Ma, d’altronde, la fascia intera è lunga da coprire e quando finisce la benzina, la porta diventa sempre più lontana.
Gandelman 5: Di qua, di là. Di qua, di là. Senza prenderne mai una, correndo a vuoto, inseguendo avversari senza riuscire a contrastare né a imbastire una pur minima azione offensiva. Si dice che dovrebbe riempire l’area, ma l’area è lontana, come l’America.
Sottil 5: Sente la gara ma fa poco per farsi rimpiangere, anche perché è isolato e s’intestardisce nello sprint coast to coast senza senso.
(54′ Banda) 5,5: Ordinato, fa il suo. Corre, appoggia, prova a dar fastidio senza incidere.
Stulic 5: Anche oggi ci mette impegno, ma poi mica tanto. E anche oggi non tiene un pallone, tra stop sbagliati e passaggi errati. Di testa, dove dovrebbe difendersi, è scientificamente anticipato dall’avversario.
(69′ Morente) 5: Per venti minuti muove l’aria ma non ne prende una.
All. Di Francesco 5: Se il risultato è la copia conforme di quello di mercoledì, stavolta il Lecce compie due passi indietro rispetto alla gara contro l’Inter, dove almeno qualche buona uscita palla al piede si era vista e anche – badate bene – un tiro in porta, sebbene abbastanza estemporaneo (quello di Siebert). Oggi i giallorossi si mettono in posizione d’attesa, passano al 3-5-2, che è a tutti gli effetti un 5-3-1-1, e giocano la solita gara di contenimento rinunciando a costruire un’azione degna di tale sport. Non è un caso che i due gol siano venuti attorno al 75′ in entrambe le partite: il Lecce finisce le energie, i cambi non producono effetti e sono tardivi e agli avversari basta una palla gol delle tante create per portare a casa i tre punti. Maleh, che era l’unico elemento di qualità visto nelle ultime partite, è relegato in panchina per fare posto a un Ramadani che non ne imbrocca mezza. L’attacco è quello che è, le ali pure. Tiene la difesa finché può, fino a quando Gallo chiude in ritardo su Saelemaekers e Siebert si fa beffare dal connazionale sotto porta. Eppure Gallo e Siebert stavano giocando una buona partita di copertura. Dopo il gol, arrivato al 76′, la squadra ha già mentalmente perso perché non si riversa con furore nella metà campo avversaria a caccia del pari. Aspetto mentale su cui è il mister a doverci lavorare. E in fretta. In sostanza: siamo oltre metà gennaio, il mercato è ancora aperto, ma finora sono arrivati solo tre centrocampisti, due difensivi e uno, sulla carta, un po’ più offensivo. Serve una puntura d’adrenalina dritta nel petto di questa rosa, stile Pulp Fiction. Società, dirigenza, area tecnica: questa squadra, dopo una campagna acquisti estiva che non sta producendo alcun frutto, ha bisogno urgente di rinforzi. Si tratta di una questione di straordinaria necessità e urgenza: da oggi il Lecce ritorna tra le ultime tre.
