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foto: il San Nicola di Bari
ph: F. Cianciola/Wikipedia

SERIE B – Bari in C, sfottò leccesi: due ragioni per riflettere prima di esultare

Ieri sera al Druso di Bolzano è andata in scena una delle pagine più buie del calcio barese. La SSC Bari, pareggiando 0-0 anche il match di ritorno dei playout contro il Sudtirol, ha detto addio alla Serie B, retrocedendo in Serie C. Una “tragedia” sportiva per il capoluogo di regione e per la Puglia in generale, per una piazza storica del calcio italiano e per i tantissimi tifosi biancorossi sparsi in tutta Italia e nel mondo.

Come prevedibile, sui social non si è fatta attendere la reazione di qualche tifoso leccese,- pochi per la verità – che ha colto l’occasione per lasciare qualche sfottò sulle pagine del Bari e sui siti che seguono costantemente i galletti. Una dinamica che rientra nella rivalità tra due città che si sono sempre guardate in cagnesco, un campanilismo antico e radicato che fa parte del folklore calcistico pugliese e, in generale, del DNA italico. Ci sta, fino a un certo punto.

Perché ci sono almeno due buoni motivia parere di chi scrive – per cui, questa volta, forse valeva la pena soprassedere, glissare, passare oltre.

Il primo è la memoria. Al termine della stagione 2011-12, il Lecce retrocesse, con una doppio carpiato rovesciato, dalla Serie A alla Lega Pro — e non per demeriti sul campo, ma per un illecito sportivo commesso proprio contro il Bari. In terza serie i giallorossi ci rimasero sei lunghi campionati: sei anni di anonimato, di sofferenze, di un’intera tifoseria costretta a seguire la propria squadra in campi impensabili e impresentabili. Chi ha vissuto quegli anni sa esattamente cosa significa vedere la propria città sportiva sprofondare, e quanto sia difficile risalire da un campionato professionistico di quella categoria. In nome di quelle sofferenze — che i leccesi conoscono bene — qualche eccesso di esultanza poteva essere risparmiato. I baresi fecero lo stesso e anche di più quattordici anni fa? La Legge del Taglione risale a migliaia di anni fa, oggi siamo nel 2026.

Il secondo motivo è più pratico, e riguarda il presente. Il Lecce domani scende in campo al Via del Mare contro il Genoa in quella che è la partita più importante della stagione: una vittoria o un risultato pari o migliore di quello della Cremonese permetterebbe ai salentini di eguagliare o superare il record assoluto di salvezze consecutive in Serie A. Un traguardo storico, che merita tutta la concentrazione e l’energia della piazza. Meglio pensare al Grifone che alla gara di Bolzano. Anche per un pizzico di scaramanzia che, in certi momenti, non guasta mai, in nome dell’antico motto leccese “De lu iabbu nun ci mueri, ma ‘nci cappi”.

Detto questo, in bocca al lupo al Bari per una pronta risalita, con l’augurio di rivedere quanto prima – e in Serie A, magari – quel derby che manca da ormai 15 anni.