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foto: W. Falcone
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Falcone contro tutti, il resto è un disastro: le pagelle del ko contro l’Atalanta

LE PAGELLE DI LECCE-ATALANTA

Falcone 7: Se il Lecce non subisce una delle sconfitte più mortificanti della propria storia, il merito è solo suo. Tre interventi prodigiosi evitano un passivo tennistico. Incolpevole sulle reti subite, predica nel deserto di una difesa colabrodo. Un gigante circondato dal nulla.

Veiga 5: Una prova specchio del momento collettivo. Offensivamente nullo e difensivamente inconsistente: dalla sua parte gli avversari banchettano con ritmi da dopolavoro. Non riesce mai a opporre resistenza, facendosi saltare con una facilità disarmante.

(67′ N’Dri) 5,5: Questa volta il “miracolo” allo scadere non arriva. Si vede poco e quando ha la possibilità di servire i compagni sbaglia tre cross consecutivi, alimentando il nervosismo degli spalti.

Siebert 5: La rapidità non è il suo forte, ma oggi appare letteralmente piantato. Regge solo 15 minuti, poi finisce nel frullatore orobico. La libertà concessa all’ex Krstovic in occasione del gol è l’emblema di una marcatura distratta e pigra.

Tiago Gabriel 5,5: Prova a lottare, ma finisce per farsi trascinare nel grigiore generale. Qualche chiusura d’istinto non basta a riscattare una passività preoccupante. Anche un guerriero come lui sembra aver staccato la spina in anticipo.

Ndaba 4,5: Fa rimpiangere amaramente le ultime uscite di Gallo. Molle e indeciso, nell’azione dello svantaggio si limita ad “accompagnare” gentilmente Zappacosta verso la porta anziché aggredirlo. Una prestazione fatta di soli affanni e cronico ritardo.

Ramadani 5,5: Uno dei pochissimi a non ammainare la bandiera, cercando di dare un senso alla battaglia in mezzo al campo. Tuttavia, la qualità odierna del reparto è da serie inferiore e il solo dinamismo non basta a colmare lacune tecniche evidenti.

(67′ Coulibaly) 6: Entra con il piglio giusto, portando ordine e fisicità al centrocampo. Smista palloni con criterio e prova a dare una mano a Ramadani, ma è una goccia in un oceano di mediocrità collettiva.

Ngom 4,5: Incomprensibile la scelta di girarsi di schiena in piena area su Scalvini, aprendogli un’autostrada verso il gol. Regala metri e fiducia all’Atalanta con una leggerezza imperdonabile. Una prova così eterea che avrebbe meritato il cambio già dopo il primo tempo.

Pierotti 6: In questo Lecce basta metterci il cuore per svettare. L’argentino è l’unico che sembra aver capito l’importanza della posta in palio: lotta, vince duelli e mostra quella rabbia che manca ai compagni. Pecca di precisione sotto porta, ma l’atteggiamento è l’unico da salvare.

Fofana 4: Esordio da titolare da incubo. Non ne indovina una: sbaglia palloni elementari, dimostra un’intesa nulla con il resto della squadra e calcia alle stelle un’occasione d’oro. Doveva essere il trequartista muscolare, si è rivelato inconsistente sotto ogni profilo.

(46′ Gandelman) 5,5: Entra per rimediare al fallimento di Fofana, ma non incide come sperato. Si limita a qualche sponda aerea e a un tentativo velleitario dalla distanza. Non riesce a dare la scossa necessaria a una manovra ormai agonizzante.

Banda 6: È l’unico barlume di speranza in un attacco spento. Si prende la responsabilità di creare qualcosa dal nulla con dribbling e spunti interessanti, anche se spesso predica nel vuoto. Peccato per i cross, quasi mai calibrati per i compagni.

Cheddira 4: Giornata nerissima condita dai fischi del Via del Mare. Spreca almeno tre palle gol nitide con scelte scellerate o conclusioni goffe. Appare fuori dal gioco e privo di quella lucidità necessaria per guidare l’attacco in Serie A.

(78′ Stulic) 6: Pochi minuti ma di sostanza. Riesce a fare meglio di Cheddira proteggendo palla e offrendo due sponde intelligenti che generano le uniche potenziali occasioni del finale.

All. Di Francesco 5: Il suo Lecce più brutto dell’anno si consegna senza lottare a un’Atalanta che passeggia. Schiera un Fofana palesemente non pronto e non riesce a dare una scossa emotiva a una squadra rassegnata. Approccio alla fase decisiva del campionato da brividi.