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foto: archivio
ph: Coribello/Salentosport

LECCE – Il Via del Mare si fa bollente: stadio esaurito in 41 minuti per il Genoa, mentre Falcone si carica: “La fascia mi dà i superpoteri”

L’attesa spasmodica per l’ultimo e decisivo atto del campionato ha letteralmente polverizzato i biglietti per la sfida tra Lecce e Genoa, in programma domenica alle ore 20:45. L’U.S. Lecce ha infatti comunicato che tutti i tagliandi per i posti ordinari sono risultati esauriti dopo appena 41 minuti dall’apertura della vendita libera, a testimonianza di una piazza totalmente mobilitata per spingere la squadra verso l’obiettivo calcistico più importante. Per i ritardatari, l’ultima spiaggia rimasta è rappresentata dai biglietti a “ridotta visibilità”, la cui vendita sarà attivata a partire dalle ore 12 di domani, giovedì 21 maggio.

Sul rettangolo verde, intanto, la marcia di avvicinamento degli uomini di Eusebio Di Francesco è proseguita questa mattina sul prato del Centro Sportivo di Martignano. Il bollettino dall’infermeria impone ancora massima cautela: oltre ai soliti Berisha e Sottil anche Banda, Pierotti e Ramadani non hanno preso parte alla seduta collettiva, limitandosi a svolgere un programma di lavoro differenziato nel tentativo di recuperare in extremis. Il gruppo si ritroverà domani pomeriggio, sempre a Martignano, per continuare la preparazione strategica del match.

A suonare la carica in vista del dentro o fuori finale ci ha pensato Wladimiro Falcone. Intervistato dai canali ufficiali della Lega Serie A, l’estremo difensore e leader giallorosso ha ripercorso il suo legame viscerale con il pallone, nato superando persino le resistenze iniziali in famiglia: “Per me il calcio è vita, è la mia infanzia, i miei ricordi. Da che ho memoria, è sempre stato un pensiero fisso, non riesco a pensare a una vita senza. Ho iniziato tardi a giocare a calcio, a 11 anni, perché i miei genitori non erano disposti a iscrivermi. Mi sono messo a piangere davanti a mia mamma, per me era importante coltivare il mio sogno. Mi sono messo subito in porta, è una passione che ho sempre avuto, mi è andata bene, ho azzeccato la scelta. Mi ritengo fortunato ad aver esaudito il mio sogno di giocare in Serie A”.

Un sogno che oggi si colora delle sfumature uniche del Salento, un territorio che ha saputo valorizzarlo e farlo sentire a casa fin dal primo istante: “È una città bellissima, si sta bene, la gente è socievole, ci sono colori stratosferici in cielo, è un plus che mi fa fare bene in campo. Noi portieri poi siamo un pianeta a parte. Essere concentrati per 90 minuti è difficile, nelle grandi squadre ti arriva un tiro a partita e ti devi far trovare pronto, lo ammiro nei grandi portieri e spero che un giorno accada anche a me”.

Domenica sera, davanti a uno stadio stracolmo e pulsante d’affetto, Falcone guiderà i compagni indossando sul braccio – forse per l’ultima volta – i gradi di capitano, un ruolo che per lui va ben oltre il semplice aspetto sportivo, caricandolo di una responsabilità totale verso la terra che difende: Mi inorgoglisce. Quando entro nello spogliatoio e vedo il magazziniere che mi ha messo la fascia al mio posto è una cosa che mi carica tantissimo, sento di rappresentare un intero popolo, non posso deluderli, è come se mi desse i superpoteri. Sarò sempre grato al Lecce, si sente la fierezza nel portare la fascia. Io sono un leader silenzioso, ci sono sempre se sei in difficoltà, cerco di avere la parola giusta”.