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foto: il gol di Coulibaly in LAZ-LEC, 25/05/25
ph: Dazn

LECCE – Salvezza in ballo all’ultima curva: contro il Genoa è il settimo atto da dentro o fuori

Per la settima volta nella sua storia, il Lecce si gioca l’eventuale permanenza in Serie A all’ultima giornata disponibile.

La sfida decisiva contro il Genoa non è una novità per il popolo salentino, ma l’ennesimo capitolo di una saga che vede i giallorossi abituati a giocare con le coronarie dei propri tifosi fino al novantesimo minuto (e passa) dell’ultimo turno. Quello di quest’anno sarà infatti il settimo verdetto della storia del Lecce in Serie A emesso all’ultima giornata. Un viaggio nel tempo fatto di lacrime di gioia, imprese epiche, contestazioni e retrocessioni amare, che ha tracciato la via prima di questo nuovo capitolo contro il Grifone.

Il battesimo del fuoco in questo senso arriva alla fine degli anni Ottanta, precisamente il 25 giugno 1989. Sulla panchina siede Carletto Mazzone e l’ultimo turno al Via del Mare è un vero e proprio spareggio senza appello contro il Torino, “spinto” mediaticamente da gran parte dell’opinione pubblica. In un clima infuocato, i gol di Benedetti, Barbas e Paciocco firmano il 3-1 finale che scatena il delirio, regalando al Lecce la sua primissima, storica salvezza nella massima serie e condannando i granata alla Serie B.

Un finale ancora più iconico e cinematografico va in scena il 17 giugno 2001. Il Lecce di Alberto Cavasin deve fare l’impresa contro la Lazio, all’epoca Campione d’Italia in carica. Quando Crespo firma il vantaggio biancoceleste il baratro sembra vicino, ma poi sale in cattedra Gaetano “Tanino” Vasari con una doppietta leggendaria che ribalta il match sul 2-1 e regala una salvezza incredibile all’ultima curva.

Il ciclo del Lecce spettacolare e ultra-offensivo di Zdeněk Zeman si chiude invece il 29 maggio 2005 con novanta minuti ad altissima tensione. Ai giallorossi basta un punto contro il Parma per blindare la categoria e ne esce un pirotecnico 3-3 che certifica la permanenza in A. La partita, però, entra nella storia anche per la durissima presa di posizione di Zeman, che assiste agli ultimi 20 minuti abbondanti di gara da dietro la panchina, per protesta contro il non-gioco della sua squadra, visto che sia Lecce, sia Parma, avevano deciso di alzare il piede dall’acceleratore (il Parma poi andò agli spareggi e si salvò nel doppio confronto col Bologna).

L’ultimo miracolo in ordine di tempo è quello recentissimo del maggio 2025. Con una stagione vissuta sul filo del rasoio fino alla trentottesima giornata, il Lecce di Marco Giampaolo (oggi rivale sulla panchina della Cremonese) firma l’impresa espugnando lo Stadio Olimpico di Roma contro la Lazio. Uno 0-1 di misura, firmato Coulibaly e con un uomo in meno per tutto il secondo tempo per l’espulsione di Pierotti al 47′. Un’impresa titanica.

La storia giallorossa ha vissuto però anche l’altra faccia della medaglia, quella dei verdetti amari. Il 13 maggio 2012 la disperata e travolgente rincorsa alla salvezza guidata da Serse Cosmi si infrange al Bentegodi contro il Chievo. Il Lecce è obbligato a vincere e a sperare in un passo falso del Genoa, ma lo sfortunato 1-0 dei clivensi sigilla la retrocessione. Il verdetto è doloroso, ma la squadra esce dal campo tra i pianti dei calciatori e gli applausi scroscianti dei tifosi, che riconoscono l’orgoglio messo in campo.

Un copione simile si ripete il 2 agosto 2020, in un campionato anomalo terminato in piena estate a porte chiuse a causa della pandemia. Il Lecce di Fabio Liverani combatte fino all’ultimo respiro contro il Parma, ma la sconfitta casalinga per 3-4, combinata con la contemporanea vittoria del Genoa contro il Verona, spegne definitivamente le speranze di sorpasso decretando la discesa in cadetteria.

Il bilancio complessivo dei sei precedenti fotografa perfettamente il DNA di questo club, fatto di quattro salvezze e due retrocessioni. Il Lecce all’ultima giornata sa come graffiare, sa come soffrire e sa come vincere. Contro il Genoa non sarà una partita per cuori deboli, ma la storia insegna che i giallorossi, quando vedono lo striscione del traguardo, sono capaci di qualunque impresa.