LECCE – Conticchio sfiderà ancora il suo cuore: “Duro per me fronteggiare i giallorossi. E un giorno…”

Il "sindaco" arriva sulla panchina del Livorno in qualità di assistente tecnico di un altro ex, Cristiano Lucarelli

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Foto: Alessandro Conticchio

Per il terzo anno consecutivo, Alessandro Conticchio affronterà da avversario il “suo” Lecce. L’ex centrocampista giallorosso, soprannominato “sindaco” per l’attaccamento alla maglia e il senso d’appartenenza dimostrato nei suoi anni salentini, ha firmato due giorni fa con il Livorno in qualità di assistente tecnico di un altro campione dal passato leccese, Cristiano Lucarelli, il quale siede dunque sulla panchina della squadra della sua città. Dopo le esperienze a Messina e Catania, Conticchio sfiderà ancora il passato a cui è tanto legato, e proprio da ciò ha iniziato a parlare nel corso dell’intervista rilasciata a Studio 99 Radio.

“Cristiano ha sempre detto che – ha affermato il “sindaco” – prima o poi sarebbe andato a finire a Livorno, cosa che sperava tantissimo, e così è stato. Io dico che secondo me prima o poi arriveremo anche sulla panchina giallorossa, a cui siamo molto legati. Per noi non è mai facile fronteggiare il Lecce, visto le esperienze stupende vissute in Salento, come non è facile per i tifosi che anche da avversari ci accolgono alla grande di anno in anno e ai quali auguriamo il meglio. E’ sempre emozionante essere al “Via del Mare”.

Tornando sulla passata stagione vissuta sulla panchina del Catania, l’ex centrocampista sottolinea i meriti dei salentini:Complimenti al Lecce per quanto fatto vedere nel corso del campionato, vinto meritatamente al termine di una cavalcata straordinaria. All’inizio c’è stato un gran bel testa a testa, poi loro hanno preso il largo, volando fino a quando sia noi che il Trapani siamo rientrati in corsa. Ci abbiamo provato a prendere i giallorossi, lavorando in silenzio nonostante il direttore Lo Monaco abbia provato a mettere pressione sugli avversari parlando un po’ troppo, anche se consapevole sempre e rispettoso della forza dei salentini, cosa che ripeteva sempre anche alla squadra. Erano solo giochi psicologici che fanno parte del calcio. Sapevamo che era difficile, ma non ci sono dubbi sul fatto che l’epilogo sia stato quello più giusto. Poi ci sono stati i playoff, in cui partivamo favoriti pagando invece qualche episodio con il Siena. Poi la finale sarebbe stata una storia a parte. Peccato, ce la saremmo giocata”.

I giallorossi non hanno bisogno di stravolgere la rosa per far bene anche nel prossimo campionato: “Quello che ci ha dimostrato la Serie B in questi anni è che le neo promosse, con gli innesti giusti, hanno sempre lottato per i piani altissimi. Il Lecce ha un ottimo organico già di partenza per la cadetteria, poi è chiaro che un paio di innesti di spessore vanno inseriti, assieme a qualche giovane motivato. Liverani ha comunque già a disposizione un parco giocatori di grande qualità”.

In chiusura, non manca un  breve amarcord, ricco come sempre di momenti memorabili da ricordare: “Ci sono tantissimi ricordi della mia esperienza leccese che porto sempre dentro di me con grandissimo affetto. Il gol alla Juve, quello nella gara-salvezza con il Torino e tantissimi altri. Il più bello resterà però sempre quello al Bari, che continuo a rivedere tutti i giorni, fino ad oggi. Chi mi conosce sa quanto tenessi a quelle partite, e quanto dessi tutto me stesso. Sono convinto che un gol così potevo farlo solo io, e sono emozionato tutt’oggi nel ricordare di averlo fatto”.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già redattore de Il Giornale di Puglia, Tagpress e, dal 2013, di SalentoSport.net.

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