foto: i titolari di oggiph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Disattenzioni letali ed evanescenza tattica: il Bologna si impone 1-2, non basta Fatah. Le pagelle
LE PAGELLE DI LECCE-BOLOGNA
Falcone 6: Tocca ma non respinge la sforbiciata di Orsolini. Bene nel primo tempo su tiro di Zortea e soprattutto su quello di Miranda su cui si ripete anche nella ripresa. Coraggiosa l’uscita su Orsolini, entrata netta sul pallone con grosso rischio di commettere rigore. Sul gol dell’1-2 può poco. Nel finale tenta il bis come nell’altro Lecce-Bologna, gettandosi in area avversaria a tempo ormai scaduto, ma il pallone buono stavolta non arriva.
Veiga 5,5: Come Gallo, corre e spesso si sgancia sulla fascia. Ma: i cross al centro sono tutti preda dei difensori avversari e quando deve difendere va in sofferenza contro lo scatenato Cambiaghi, cui concede due assist. In compenso, è suo quello per il momentaneo 1-1 di Fatah.
Siebert 6: Prova tutta fisica con Piccoli contro il quale non sfigura dopo un avvio balbettante.
Tiago Gabriel 5,5: Altra prova incerta per il portoghese, uno dei calciatori giallorossi che più ha giocato nelle prove delle rispettive nazionali delle ultime settimane. Sul gol di Enem ci sarebbe dovuto essere lui, e non Ngom, a contrastare il neo entrato rossoblù. Sterile anche di testa in area avversaria.
Gallo 5,5: Orsolini gli sbuca alle spalle e segna il gol dello 0-1 mentre lui è impegnato a stringere al centro. Un errore che si vede da anni e che nessun allenatore, sinora, è riuscito a risolvere. Tantissima corsa e tanto cuore come sempre, ma poca sostanza.
Coulibaly 5,5: Sembra affaticato e forse lo è per davvero a causa dei viaggi intercontinentali degli scorsi giorni. Fatto sta che non incide come al solito, nemmeno nelle incursioni, anche perché arriva su ogni pallone con un secondo di ritardo. Nonostante la giornata no, nel finale sfiora di testa il gol del possibile 2-2 su cross di N’Dri.
Ilic 5: Non brillante, non propositivo. In mezzora o poco più si guadagna un giallo e un infortunio che si spera lievissimo, perché altrimenti sono problemi seri.
(36′ Ngom) 5,5: Gioca una buona prima parte di ripresa che lo vede spesso propositivo, veloce, utile ad alimentare una manovra offensiva zoppicante. Bene quando c’è da rubare palla, male quando c’è da lanciare il compagno verso la porta, come accade con lo scatto di Esteban nei primi minuti del secondo tempo. Prova anche un bel piazzato, alzato a fatica in corner da Pessina. Poi, sul raddoppio bolognese, lascia troppo spazio a Enem che lo anticipa e deposita in porta. In quella posizione, però, doveva esserci Tiago.
Maleh 5,5: Maluccio nel primo tempo con qualche errore di troppo non da lui. Non incide nemmeno nella ripresa, nonostante sia uno dei pochi che sappia indirizzare un pallone più o meno come si deve verso il compagno.
(79′ Gandelman) sv: Prova a sfruttare le sue qualità aeree nel finale ma di palloni buoni ne giungono pochissimi.
Pierotti 5: La gamba ce la mette, manca tutto il resto: ossia qualità nel tocco, rapidità del passaggio, incisività sotto porta. Ennesima prova da esterno destro d’attacco sotto la sufficienza: forse occorrerebbe cambiare qualcosa.
(62′ N’Dri) 6: Il suo lo fa, accelerando due o tre volte sulla fascia e anche andando al tiro, puntualmente rimpallato, guadagnandosi anche l’ultima punizione a tempo scaduto.
Esteban 6: Si conferma attaccante da battaglia, che corre, contrasta, si muove, fa sponda coi compagni e quando può tira in porta. La volontà non manca. La precisione, sì. A momenti di guadagna un rigore in avvio di ripresa.
(62′ Geubbels) 5,5: Reduce da infortunio, è vero, ma molle, lento e poco concreto sotto porta con un approccio alla gara da dimenticare. Un paio di incornate verso la porta avversaria sono tutto ciò che riesce a produrre, oltre a un errore di tocco banale che apre praterie alle sfuriate bolognesi.
Fatah 6,5: L’unico che ha il coraggio di tentare un dribbling che spesso gli riesce. Il problema è il secondo, puntualmente fallito. Sul primo gol bolognese forse sarebbe toccato a lui coprire Orsolini, da attaccante esterno, secondo le idee di Difra. Trova la rete del pari abbastanza fortunatamente ma quantomeno non si tira indietro nell’attaccare il cross di Veiga.
(79′ Monteiro) 5: Chi entra in campo a dieci dalla fine con la squadra sotto di un gol dovrebbe avere il fuoco negli occhi e nelle gambe. Cose che, nei dieci minuti dello svizzero, non si sono visti.
All. Di Francesco 5,5: Approccio ancora una volta senza carattere. La squadra regala tutto il primo tempo agli avversari senza colpo ferire, senza tirare nemmeno una volta in porta, con un progetto di gioco evanescente, senza né capo né coda. Premia Fatah e Esteban dal primo minuto, anche per via delle assenze e della condizione precaria di più di qualche uomo. Gli unici sussulti arrivano dai soliti bomboni fatti esplodere durante la gara che porteranno altre ammende alle casse giallorosse a vantaggio di quelle della Lega di Serie A verso cui è indirizzata la contestazione. Senza alcuna logica. Il Lecce chiude sotto di uno a causa della solita mancata copertura dell’uomo alle spalle di Gallo su cross spiovente verso il secondo palo. Un problema che sembra irrisolvibile ma che forse trova spiegazione nel solito modulo utilizzato dal tecnico, un 4-3-3 in cui gli esterni d’attacco, in teoria, dovrebbero correre a capofitto in difesa a coprire le fasce di loro competenza, sprecando energie vitali per tentare poi proporre qualcosa di verosimilmente offensivo nell’altra metà campo. Approccio sicuramente più grintoso in avvio di ripresa quando, nell’improvvisazione generale, arriva il gol del pari a causa di un errore di Pessina. La sensazione, però, è che il Lecce non riuscirà a difendere con ordine quantomeno il pareggio. La squadra – soprattutto i terzini – si gettano in avanti a ripetizione, lasciando varchi enormi per i pericolosissimi contropiedi rossoblù orchestrati da Orsolini e Cambiaghi. Il gol di Enem nasce da una squadra sbilanciata, un Veiga in affanno che manca la chiusura sul cross di Cambiaghi e uno Ngom che si trova in ritardo su Enem mentre Tiago Gabriel è fuori posizione. Nel finale, con un po’ di qualità in più – pressoché assente – il gol del 2-2 ci poteva anche stare, ma passa agli archivi una sconfitta, la terza stagionale e seconda casalinga, che lascia l’amaro in bocca, sia perché non si sono visti progressi nelle tre settimane di lavoro a campionato fermo; sia per l’infortunio di Ilic; sia per l’assenza di un gioco che possa impensierire gli avversari e che non sia il solito sterile, compassato e deprimente.
