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in foto: Banda, espulsione pesante e inutile
copyright: Coribello/SalentoSport

LECCE – Falcone e Pongracic le solite sicurezze. Strefezza spreca, follia Banda: le pagelle

LE PAGELLE DI INTER-LECCE

Falcone 7: Anche a San Siro si dimostra portiere di assoluto valore. Impotente sui due gol, si supera in almeno quattro o cinque occasioni, specie nel finale, quando ormai gli schemi saltano e l’Inter affonda facile.

Gendrey 5,5: Stesso copione delle altre gare di questa prima parte di campionato: alterna buone chiusure ad altrettante ingenuità nei rilanci o nelle marcature, facendosi prendere in controtempo dagli uno-due avversari. Poco presente nella metà campo avversaria. Ha sui piedi il gol del pari ma colpisce in pieno la spalla/braccio di Carlos Augusto in avvio di ripresa. Forse avrebbe bisogno di un po’ di respiro.

(86′ Venuti) sv

Pongracic 7: Pulito e attento per 95 minuti, dalle sue parti Thuram e compagnia non toccano palla. Si fa vedere anche sotto porta e un rimpallo fortuito poteva anche liberarlo al tiro. Salterà la prossima (ammonizione forse strategica?) e tornerà nello scontro diretto col Caglairi.

Baschirotto 6: Tiene testa abbastanza bene ad Arnautovic ma si fa beffare da Bisseck, lasciandolo libero di colpire (la traversa), poi viene beffato dallo stesso Arnautovic che inventa l’assist per Barella che chiude la gara. Un peccato perché stava giocando una partita più che positiva.

Gallo 6,5: Propositivo, generoso e attento in copertura. Si prende anche lo sfizio di calciare in porta alzando di un paio di metri la mira del suo mancino che, prima o poi, andrà a segno. A ciò si aggiungono un paio di bei cross non trasformati dai compagni, specie quello per Strefezza, sciupato nel recupero del primo tempo.

Gonzalez 5,5: Un bel tiro dal vertice destro è respinto a fatica da Sommer. Attento e frizzante, si guadagna un giallo a favore ma rischia seriamente l’espulsione per uno stop così e così con palla che poi sfiora il braccio. Da quella punizione, poi, arriva il gol di Bisseck.

(46′ Kaba) 6: Dà più ordine alla mediana, facendo valere la sua stazza ma anche la sua visione di gioco. Col suo ingresso, D’Aversa cambia schema e la squadra soffre di meno, alzando di qualche metro il proprio baricentro. Si perde, però, Barella che lo taglia a fette nell’incursione vincente del 2-0.

Ramadani 5,5: Prestazione non all’altezza di altre occasioni, schiacciato e preso in mezzo (in inferiorità numerica) da Barella e compagni che, per buona parte di gara, gli tolgono l’aria, costringendolo ad arretrare o a muoversi per lavorare qualche pallone. Oudin al suo fianco non lo aiuta nel lavoro di tamponamento e costruzione, meglio con l’ingresso di Kaba.

Oudin 5,5: In fase difensiva non riesce quasi mai a spezzare o sporcare le trame avversarie, mentre quando è libero di alzare la testa disegna qualche traiettoria interessante. Deve, però, incidere di più: il suo piede e la sua visione di gioco, oggi, si sono visti a sprazzi. Si perde Bisseck nell’azione del gol.

(86′ Sansone) sv: Entra in campo ormai a giochi fatti.

Strefezza 5,5: Il gol fallito al 46′, su succulento assist di Gallo, se lo sognerà per molto tempo. Quel non gol pesa moltissimo. Autore di una prova dinamica, anche se gli esterni interisti lo costringono di più sulla difensiva, che sull’offensiva. Col 4-2-3-1 si accentra di più e partecipa maggiormente alla costruzione offensiva del gioco, forse meritando di restare in campo qualche minuto di più.

(64′ Rafia) 5,5: Voglioso di mettersi in mostra, gioca dietro alla punta ma non incide come dovrebbe, specialmente in occasione del colpo di testa su cross di Gallo al 70′ che poteva cambiare la gara.

Piccoli 5: Non la vede quasi mai, oppresso e circondato dagli avversari. Fa poco per farsi vedere, specie nel primo tempo, quando le energie erano ancora tante. Isolato al centro dell’area, quasi mai servito e trovato dai compagni, forse avrebbe avuto bisogno di Krstovic accanto per vedere un po’ di luce.

(73′ Krstovic) 5: Poco spazio, pochi palloni giocabili e pochissime occasioni per rendersi pericoloso.

Banda 4,5: Prendere un rosso per proteste (inutili, dato che non c’era nulla da protestare), a dieci minuti dalla fine, sotto di due gol, è una follia. Sia per se stesso, dato che sarà costretto a saltare almeno una gara, sia per la squadra, costretta a giocare l’ultimo spezzone di partita in dieci contro undici con ancora qualche minuto per sperare di riaprirla, sia per D’Aversa, che, dalla prossima, dovrà trovare alternative. Peccato perché, come suo solito, aveva fatto vedere sprazzi di buone cose, andando più di una volta via al suo marcatore per mettere in mezzo dei buoni palloni, tentando anche la soluzione personale con impatto sempre troppo debole o centrale. Salta di testa e toglie un pallone d’oro a Gonzalez che era dietro di lui al 26′, sullo 0-0. Dovrebbe anche evitare di rotolarsi a terra per qualsiasi fallo subito (anche quando perde palla), come se gli avessero sempre dato una coltellata. La sua crescita deve passare anche da queste cose. Un rosso inaccettabile e deleterio.

All. D’Aversa (Tarozzi) 5,5: Gioca una gara testa a testa per quasi tutto il primo tempo, prendendole e dandole appena possibile. La squadra è ordinata ma manca nelle percussioni centrali, dato che Piccoli non tocca praticamente un pallone e Ramadani è sempre troppo arretrato in fase offensiva. La gara cambia su una punizione che si poteva evitare e dopo il solito errore di piazzamento sulle marcature a zona da calcio piazzato. Errore, purtroppo, che si ripete ancora. Passa al 4-2-3-1 nella ripresa per rimediare allo svantaggio ma poi toglie troppo presto uno Strefezza che stava trovando qualche pallone e qualche spazio in più da lavorare. Rinuncia alla doppia punta nella parte finale, poi al resto ci pensa Banda. A San Siro era facile perdere, peccato perché, con un po’ di concentrazione in più, si poteva quantomeno lottare più a fondo per rientrare in partita. Buon Natale e testa a Bergamo senza Banda e Pongracic.