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in foto: Krstovic in azione
copyright: Coribello/SS

LECCE – Falcone e Piccoli evitano un ko ormai certo. Krstovic, Banda e Strefezza ancora in ombra: le pagelle

LE PAGELLE DI LECCE-BOLOGNA

Falcone 7,5: Si dice che i portieri siano un po’ folli. Quello che succede al 97’ è folle: ultima azione disperata, il portiere sale in area avversaria a caccia del gol in extremis, il miglior difensore del Bologna lo stende ed è rigore, post lunga analisi Var. Gol di Piccoli. E anche di Falcone che, da portiere, mette tre grosse pezze sullo scatenato Ndoye, mentre nulla può sulla pennellata nel sette di Lykogiannis.

Gendrey 5: Primo tempo accorto in difesa ma secco e arido nelle sortite sulla sua fascia, anche perché gli esterni bolognesi gli lasciano le briciole. Nella ripresa va in palla come tutti i suoi compagni, confermandosi in un periodo decisamente no.

Pongracic 6: Non li solito gigante mangia palloni ma, più di una volta, impegnato in dei corpo a corpo nei quali ci deve mettere sia il mestiere, sia il fisico, anche spendendo un giallo. Una sua uscita palla al piede nei minuti finali viene vanificata da un eccellente tackle di un avversario. Quando saltano gli schemi, partono i suoi lanci lunghi in area avversaria, non sempre precisissimi.

Baschirotto 6: Si fa sorprendere solo in un paio di occasioni, allargando troppo le maglie della marcatura sull’avversario. Gioca una gara accorta con discreto tempismo nelle chiusure e negli anticipi. Mancano, però – lo ripetiamo – i suoi gol su corner. Magari ci aveva abituato troppo bene nello scorso torneo.

Dorgu 5,5: Con Ndoye sono più i duelli persi che quelli vinti. Un suo sinistro al volo inaugura il taccuino delle palle gol, ma in difesa soffre un po’ troppo, venendo spesso bruciato sullo scatto secco dall’11 del Bologna. Ha il merito di aver messo in mezzo il pallone per Falcone, da cui è nato il rigore.

Gonzalez 6: Primo tempo su alti livelli, con giocate precise, sovrapposizioni, copertura e tiri in porta. Si sfalda nella ripresa quando tutta la squadra va a picco ed è costretto più a rincorrere che a correre e proporre e proporsi.

Ramadani 5,5: Per buona parte della gara è poco visibile e poco presente. Fa il suo in tamponamento ma latita nel dare il via alla manovra, cosa che – è evidente – non è proprio nelle sue corde.

(77′ Rafia) 6: Ancora una volta, buon approccio da subentrato, con annesso cross in area per Dorgu che porterà al rigore realizzato da Piccoli.

Oudin 6: Primo tempo da Mago Silvan, secondo da Mago Otelma. Fin quando ne ha, eleva il tasso di qualità della mediana giallorossa inventando gioco, proponendosi come alternativa al portatore di palla, tracciando aperture col compasso. Da applausi un’apertura no look per Gonzalez. Nella ripresa, complice la rivoluzione dettata da Motta che cambia 4/11 di squadra, sparisce dai radar.

(63′ Blin) 5,5: Il suo ingresso in campo non aggiunge nulla a una squadra che si sta spegnendo, né sotto l’aspetto tecnico, né sotto l’aspetto caratteriale. Frustrato, tenta un tiro da censura dai 40 metri a due minuti dalla fine, spedendo il pallone in curva. Nemmeno lui è un playmaker, ma questo lo si sapeva già.

Strefezza 5,5: Pimpante nel primo tempo, abile a recuperar palloni in pressing sull’avversario o a sgusciare via in mezzo a tre, come al 37’, quando serve un bel pallone per Banda. Tende ad accentrarsi per trovare più palloni, ma ne gioca pochi e non riesce quasi mai a saltare l’avversario, cosa che è ormai evidente da diverse partite. È il più tecnico della squadra ma non tira mai in porta.

(77′ Almqvist) 5,5: Servito poco e male, si fa vedere in un paio di occasioni ma è evidente che non è ancora al meglio.

Krstovic 5: Le partite senza gol diventano sei. Gioca spesso spalle alla porta, in appoggio o di sponda per i compagni, non avendo né spazi per agire, né palloni buoni da colpire in area. Involuzione evidente anche perché sembra frustrato e anche un po’ svogliato.

(57′ Piccoli) 7: Bel altro impatto con la gara rispetto a Krstovic, ma anche questa non è una novità. Anche oggi D’Aversa lo fa partire dalla panchina e anche oggi il suo ingresso è decisivo, sia in termini caratteriali, sia in termini di sponde e di palloni lavorati per i compagni nei venti metri avversari, sia perché trasforma con freddezza un rigore che pesava una tonnellata al minuto 100. In parte si riscatta dalla gioia strozzata in Lecce-Milan, ma è ora che questo ragazzo possa avere anche lui una chance dal primo minuto. Se la merita.

Banda 5: Perde almeno otto duelli su dieci contro Posch che gli lascia solo le briciole. Quando riesce ad andare via, mette in mezzo dei palloni così e così, quasi ingestibili per i compagni in area. Quando ha l’occasione buona per tirare, perde tempo per portarsi inutilmente il pallone sul destro, dando la possibilità alla difesa rossoblù di chiuderlo con facilità. Anche oggi, NCSP.

(63′ Sansone) 5: Non cambia il corso della gara contro i suoi ex compagni, disinnescato dalle forze fresche messe in campo da Thiago Motta.

All. D’Aversa 5,5: Dopo un discreto primo tempo, chiuso con un paio di buone occasioni ma ovviamente senza capitalizzare, subisce la rivoluzione di Motta che si accorge che la sua squadra non va e ne cambia quattro tutti insieme. La scelta di premiare ancora Krstovic ai danni di Piccoli non è fortunata. Il gioco latita, è lento e orizzontale e spesso sfocia in lanci lunghi per nessuno, perché Piccoli non può essere ovunque e perché Piccoli avrebbe anche il compito di tirare in porta, non solo quello di fare sponde per i compagni. Con un po’ di fortuna recupera un punto, ma oggi il Lecce sembrava quello di marzo-aprile scorso, quello delle sei sconfitte di fila, quello fatto di manovre lente e prevedibili e di zero – o quasi – occasioni da gol. Bene solo per il punto guadagnato a tempo scaduto, ma c’è da cambiare rotta.