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LA CRONACA – Il Lecce domina ma resta al palo. Ai rigori è l’Alessandria a festeggiare la semifinale

Bello, solido come quasi mai visto prima, ma incredibilmente sfortunato. E’ questo il Lecce che è costretto ad arrendersi all’Alessandria ai calci di rigore (i tempi regolamentari si erano conclusi a reti bianche), al termine di un doppio confronto che i giallorossi avrebbero strameritato di vincere. Un palo nei supplementari e un palo nella lotteria finale dei tiri dal dischetto condannano Lepore e compagni, a perfetta rappresentazione di un match in cui la palla è sembrata proprio non voler entrare.

Nel primo tempo il Lecce prova a mostrarsi aggressivo già nelle prime battute, trovando di fronte un’Alessandria certo non meno vogliosa di far bene dinanzi ai propri tifosi. Al terzo minuto di gioco ecco il primo tiro di marca giallorossa: ci prova Lepore direttamente da punizione, ma il calcio è debole e centrale, facile da bloccare per Vannucchi. Al 10′ bellissima ripartenza ospite condotta da Ciancio per Costa Ferreira, il tutto vanificato dalla pessima conclusione sul fondo della mezzala portoghese. Ben più insidiosa l’occasione capitata due minuti dopo sul destro di Vitofrancesco, il cui destro dal limite sfiora il palo alla destra di Vannucchi. Al quarto d’ora altra ghiottissima opportunità fallita dai giallorossi stavolta con Pacilli, che manda alto un calcio di punizione dal limite dell’area. Sul riversamento di fronte prima sortita offensiva dei grigi prodotta  da Gonzalez, al tiro con un mancino potente alto di non molto. Al 18′ una devastante discesa di Ciancio sulla sinistra porta il terzino al cross per Caturano, che manda alle stelle una sorta di rigore in movimento. Il Lecce gioca benissimo e somma palle-gol. Al ventesimo Pacilli è abile a liberarsi al tiro, fuori davvero di un soffio. Un minuto dopo Caturano, lanciato in profondita, elude la marcatura di Gozzi, ma il suo diagonale trova la pronta respinta di Vannucchi. Portiere grigio superlativo pochi secondi più tardi, nel respingere su un destro di Lepore, nonché sulla successiva ribattuta da fuori Costa Ferreira. Al 22′ altra impeccabile ripartenza degli ospiti che libera al tiro Ciancio, il cui diagonale è fuori di poco. Al 28′ colpo di testa da calcio d’angolo di Cosenza, bravo ad impattare la palla ma non altrettanto ad indirizzarla. Azione simile al trentacinquesimo, con il cross da punizione di Costa Ferreira trova la testa di Caturano: palla sul fondo di un nulla. Al 38′ nuovo tentativo dalla distanza di Gonzalez, troppo centrale per impensierire Perucchini. Al di là degli ultimi dieci minuti, in cui i ritmi sono andati calando, il Lecce ha disputato un gran primo tempo che meritava di chiudere in vantaggio, con le squadre che vanno però negli spogliatoi per l’intervallo sullo zero a zero.

Nella ripresa dopo cinque minuti subito Lecce ad un soffio dal gol con Costa Ferreira; il tiro del portoghese è potentissimo, ma Vannucchi è attento e devia in corner. Dal calcio d’angolo perfetta girata di testa di Giosa, ma la palla fa incredibilmente la barba al palo e si spegne sul fondo. Passa ancora un minuto e Torromino si libera al tiro, ma il suo destro a giro è largo di pochi centimetri. Al dodicesimo Vannucchi viene chiamato agli ennesimi straordinari della usa partita per respingere un destro al volo dal limite di Pacilli diretto nell’angolino basso. Al 19′ l’Alessandria prova a sfruttare il primo errore della difesa salentina, in particolare di Giosa, per impensierire Perucchini con Marras, il cui diagonale è alto di poco. Al 21′ tocca a Nicco provarci dal limite, con un rasoterra agevolmente bloccato a terra dall’estremo difensore giallorosso. L’Alessandria, dopo oltre un’ora di gioco in totale balia del Lecce, prova a prendere campo, andando ancora alla conclusione al ventisettesimo con Branca, autore di un mancino di controbalzo pretenzioso e ampiamente largo. Al 36′ l’occasione clamorosa arriva sul destro di Doumbia che, solo davanti a Vannucchi, calcia di destro addosso all’estremo locale. Al 43′ Ciancio riceve il cross da calcio da fermo di Costa Ferreira e gira di testa: alto sopra la traversa. Al quarantacinquesimo altra occasionissima per i giallorossi con Costa Ferreira che lascia partire un siluro ancora una volta respinto da Vannucchi, senza che Doumbia riesca a impattare il pallone ribattuto e insaccare a porta vuota. Dopo cinque minuti di recupero l’arbitro fischia la fine dei tempi  regolamentari: si va all’extra-time.

Nel primo tempo supplementare, all’ottavo Sestu vede Perucchini fuori dai pali e prova a sorprenderlo con un pallonetto fuori di non molto. Un minuto più tardi Marras si libera al tiro; il mancino è potente e al tempo stesso fuori misura, alto sopra la traversa. All’undicesimo Ciancio si invola sulla sinistra e crossa al centro, con Caturano anticipato in extremis dal colpo di testa di Sosa. Nel secondo supplementare, la fortuna accompagna l’Alessandria: Tsonev serve in profondità per Mancosu, che incrocia benissimo ma vede il suo destro potente sbattere contro l’incrocio dei pali e torna in campo. Nel finale tentativo dalla distanza fuori misura di Nicco, abbondantemente sul fondo. A reti bianche anche dopo l’extra-time, si va ai calci di rigore. Dagli undici metri sbagliano prima Costa Ferreira e poi Sestu (para Perucchini), si va a oltranza. Nel sesto rigore Ciancio centra il palo e Nicco, indovinando beffardamente l’incrocio, da al Lecce una punizione che non meritava e all’Alessandria la qualificazione in semifinale.

QUI IL TABELLINO DI ALESSANDRIA-LECCE