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CALCIO – Graziano Pellè: il salentino giramondo a caccia di gol

Ne è passata di acqua sotto i ponti da quando Graziano Pellè, centravanti nato a San Cesario di Lecce, dava i primi calci al pallone nelle giovanili dei salentini e sognava una carriera di alto livello nel calcio. Quattordici anni dopo l’esordio ufficiale tra i professionisti il bomber salentino è ancora in giro per il mondo a regalare gol e spettacolo. Una carriera da globetrotter la sua, passata dall’Italia, dall’Olanda e dall’Inghilterra e che oggi lo vede tra i protagonisti di un calcio cinese in continua crescita.

Graziano Pellè, attaccante centrale classe 1985 dal grandissimo fisico con buona tecnica e mobilità, esordisce in Serie A a diciotto anni con la maglia del suo Lecce contro il Bologna. Passata la prima stagione di apprendistato viene ceduto in prestito in B al Catania per farsi le ossa.

Quella nella serie cadetta sarà una stagione molto positiva per il salentino che scenderà in campo molte volte da titolare attirando l’attenzione di club come il Real Madrid. Ma il Lecce non accetta l’importante offerta delle Merengues e dopo una stagione da dieci presenze e zero gol decide di mandarlo ancora in prestito, questa volta al Crotone.

Siamo a gennaio 2006. Pellè si inserisce bene negli schemi dei calabresi, realizza sei gol in diciassette partite e viene prestato al Cesena. In bianconero seconda stagione positiva consecutiva, dieci reti a referto e prima convocazione nell’Under 21.

Nel 2007 torna e Lecce prima di iniziare un’avventura, ormai decennale nel calcio internazionale, culminata con la splendida stagione 2017, anno in cui anche grazie ai suoi gol lo Shandong Luneng ha confermato le previsioni di BetStars che indicavano la squadra cinese tra le prime sei forze della SuperLeague. Un’annata magica per Pellè che dopo aver girovagato per tutta Europa sembra aver trovato in Cina la completa maturità calcistica.

Il primo assaggio di calcio europeo arriva con la cessione all’AZ Alkmaar. In Olanda il salentino inizia a segnare con regolarità: tre gol in ventinove partite nella prima stagione con Van Gaal. Quattro reti l’anno successivo (chiuso con la vittoria dell’Eredivise, primo italiano nella storia a riuscirci), due nel 2009-2010 e sei nell’ultima stagione in maglia biancorossa.

Nel 2011-2012 il ritorno in Italia. Pellè viene acquistato dal Parma dove realizza un gol nella prima metà del campionato prima di essere ceduto in Serie B alla Sampdoria in prestito e timbrare altre quattro volte il tabellino marcatori.

Rientrato dal prestito verrà ceduto nuovamente in Olanda, questa volta al Feyenoord. Con la maglia di uno dei club con maggiore storia nel calcio europeo, Pellè esplode definitivamente come realizzatore. I quattordici gol in altrettante partite nella prima stagione gli varranno il riscatto del cartellino e i ventisette in ventinove gare di fine anno lo renderanno uno dei bomber più prolifici del Continente.

Dopo due stagioni chiuse con cinquanta marcature in cinquantasette partite, il leccese lascia il Feyenoord per trasferirsi in Premier League, nel Southampton di Koeman. Anche nel campionato più difficile del mondo continuerà a segnare: ventitré gol in due stagioni gli valgono la prima convocazione nella Nazionale Maggiore.

Quella in azzurro sarà un’avventura tra luci (molte) e ombre (poche). Nel 2015 esordisce segnando contro Malta. Nell’estate dell’anno successivo sarà lui il centravanti titolare della squadra che sfiorerà a sorpresa la semifinale dei Campionati Europei con Conte in panchina. Un’avventura finita in maniera amara con la sconfitta contro la Germania e con uno dei rigori sbagliati dallo stesso Pellè.

E qui arriviamo all’ultimo capitolo del viaggio. Pochi giorni dopo gli Europei, Pellè viene ceduto in Cina allo Shandong Luneng. Gli serviranno solo quattro giorni per realizzare la prima rete con la sua nuova squadra e per diventare un idolo della tifoseria.

Se il primo periodo in Asia si rivelerà positivo (dodici gol in trentasette partite), è in questo 2018 che il centravanti ha raggiunto la completa maturazione: cinque reti in cinque gare consecutive, dieci gol e otto assist in ventidue partite. Numeri che confermano una volta di più l’importanza di Pellè per l’economia di gioco delle sue squadre.

E in un periodo in cui la nuova Nazionale di Mancini fatica a trovare la via del gol siamo sicuri che l’Italia non abbia più bisogno del bomber di San Cesario?