CURIOSITÀ – “Lo avete preso per un coglione?”. È un eroe: Malavasi, un “allenatore nel pallone” ex Lecce e Nardò

Giuseppe Malavasi, ex attaccante di Lecce, Nardò e Taranto ha ispirato il film "L'allenatore nel pallone". Conoscevate la storia di Luis Silvio Danuello?

aristoteles-oronzo-cana-danuello-malavasi-allenatore-pallone

Foto: Aristoteles e Oronzo Canà (o se preferite Danuello e Malavasi)

E se Oronzo Canà fosse Giuseppe Malavasi?

“M’avete preso per un coglione?”, come direbbe Lino Banfi che interpreta “L’allenatore nel pallone”. E invece no, ancora una volta, a suo modo, è un eroe: perché ad ispirare il suo ruolo e la nota pellicola del 1984 – un cult per gli appassionati di calcio e non – è stato proprio Malavasi. Chi è? Per chi non lo conoscesse o ricordasse, il bolognese Malavasi – classe ’38 – è un ex attaccante. Durante la sua carriera ha indossato fra le altre le maglie di Lecce (5 gol in 53 presenze dal ’61 al ’63), Nardò (6 reti in 62 gettoni dal ’66 al ’68) e Taranto (3 gol in 64 presenze dal ’68 al ’71). Proprio quella rossoblù in riva allo Jonio è stata la sua ultima esperienza con gli scarpini ai piedi, poi Malavasi ha intrapreso la carriera da tecnico, come vice-allenatore della Pistoiese. Ed è qui che a suo modo è entrato nella storia degli amanti del pallone.

Luis Silvio Danuello (Pistoiese) con Eneas (Bologna)

Siamo nell’estate del 1980 e, dopo una ventina d’anni di autarchia, si riaprono le frontiere: i club italiani hanno la possibilità di tesserare un calciatore straniero. La Pistoiese è in festa: ha appena guadagnato – proprio grazie ad un pareggio col Lecce – l’opportunità di disputare il suo primo primo (e sarà l’unico) campionato in Serie A. Gli arancioni hanno bisogno di rinforzi ed è per questo che l’allenatore Marcello Melani spedisce in spedizione in Brasile il suo vice, proprio Malavasi. Il suo compito è quello di procacciare il miglior talento verdeoro, un bomber d’area di rigore. Uno e un solo nome. Malavasi si imbarca verso il Sud America e, consigliato da alcune persone, assiste ad una gara di campionato tra Ponte Preta e Commercial: termina 2-0 in favore dei “macacos” nerobianchi. Il ventenne Luis Silvio Danuello realizza una doppietta ed impressiona per velocità e qualità tecniche. Si scoprirà solo poi che quella fu una partita organizzata appositamente (dal manager Juan Figer) per un unico scopo: far apparire Luis Silvio un fenomeno agli occhi del vice-allenatore della Pistoiese.

Malavasi si fionda dal Palmeiras, il club che detiene il cartellino del “gioiellino” julio-mesquitense cresciuto nel settore giovanile del Marilia, e convince la società di San Paolo – non era poi così difficile – a cedere Danuello alla Pistoiese. Prezzo: 170 milioni di lire (non una cifra elevatissima) per un contratto di ben 7 anni. Del resto, uno così meglio tenerselo stretto. Nella stessa finestra di mercato giungono in Italia il romanista Falcao (si dice avesse viaggiato nello stesso aereo di Danuello) ed Eneas (Bologna). Nessuno dei due, tuttavia, aveva mai sentito nominare il buon Luis Silvio. Strano.

Giuseppe Malavasi con la maglia del Taranto nel 1969
Giuseppe Malavasi con la maglia del Taranto nel 1969

La Serie A ha un nuovo campione da idolatrare? Macché. La Pistoiese necessita di una punta d’area di rigore ma Luis Silvio non lo è affatto. Gioca da ala, che in brasiliano si dice “ponta”, non “punta”, come Malavasi aveva male interpretato dall’accento portoghese. L’esperienza di Luis Silvio Danuello alla Pistoiese si chiude con sole sei presenze all’attivo e 0 gol realizzati: l’Olandesina, a fine stagione, retrocede in cadetteria. Sono tante le leggende metropolitane che ruotano attorno al ricciolino Luis Silvio: si dice, ad esempio, che avesse aperto un bar, che facesse il pizzaiolo, che recitasse in alcuni film porno e che vendesse gelati allo stadio di Pistoia. Alcuni sostenevano perfino che non si trattasse di un vero calciatore. Tutto smentito dal buon Danuello.

Una cosa è certa: la vicenda che ha come protagonista la “scelta” di Malavasi ha poi ispirato la trama del film “L’allenatore nel pallone”. L’ex Lecce e Nardò nelle vesti di Oronzo Canà, Luis Silvio Danuello in quelle di Aristoteles e la Pistoiese in luogo della Longobarda. Impossibile non ricordare il film: la doppietta di Aristoteles contro l’Atalanta si rivela decisiva per la conquista della salvezza in Serie A. Nella vita reale, invece, Danuello si rivela un equivoco tattico, incapace in alcun modulo di “svoltare” la stagione della Pistoiese, che non rivede la massima serie proprio dai tempi del brasiliano, da quella sciagurata stagione 1980/81. Melani, l’allenatore della Pistoiese, le prova tutte per far sbocciare il talento di Danuello, ma non c’è nulla da fare: vuoi vedere che l’unico modulo adatto al brasiliano possa proprio essere il 5-5-5? “Noi giocheremo con la Bizona”.

Lorenzo FALANGONE
Nato 27 anni fa a Nardò. Dottore in Comunicazione e Giornalista pubblicista. Caporedattore di SalentoSport e reporter per PiazzaSalento. Premio "M. Campione" 2015 come miglior articolo sportivo di Puglia. Autore del libro "Per dirti ciao".

Articoli Correlati