LECCE – Le pagelle: Di Piazza e Tsonev danno spettacolo. Armellino finalmente leader, difesa attenta

Perucchini corre pochi pericoli, tutti i giallorossi sopra la sufficienza. Nel Siracusa Catania e Tomei gli ultimi ad arrendersi

di piazza mcaputo

Foto: Matteo Di Piazza (©Michel Caputo)

Le pagelle di Siracusa-Lecce

LECCE

Perucchini 6 – L’avversario odierno è di quelli tosti, ma ancor più tosta è la retroguardia leccese che gli fa correre pochissimi pericoli. Nel primo tempo rischia in qualche occasione, anche se gli avversari non prendono mai la porta e a lui basta la solita attenzione. A risultato in cassaforte respinge la botta di Mancino, governa agevolmente le palle alte e nulla può fare sul gol di Catania

Lepore 6 – Sulla destra è una sicurezza in grado di dare equilibrio alla manovra. Senza Caturano i suoi cross servono di meno, così ci prova soprattutto al tiro, prima respinto e poi parato dall’estremo azzurro. Un’imperfezione per tempo per tempo crea un terzo delle azioni d’attacco sicule, ma per il resto si rifà alla grande meritando la sufficienza

Cosenza 7 – Dominatore assoluto dell’area giallorossa, annienta Scardina senza particolari problemi. In affanno, con tutta la difesa, solo a inizio match, giusto il tempo di prendere le misure, al dinamico attacco di Bianco. Poi non ce n’è per nessuno, compreso Bernardo a cui nega in spaccata la facile palla del possibile 1-2, sigillando un risultato mai in bilico

Riccardi 6,5 – Da una certezza ad un’altra, il giovanissimo centrale mette sempre più le radici nel ruolo da titolare. Anche lui parte un po’ in sordina, si fa ammonire per un fallo evitabile e perde un pallone pericolosissimo che poi è bravo a riconquistare, salvo essere perfetto nel resto del match. Dall’intervallo al novantatreesimo difendere Perucchini è una formalità che sbriga in scioltezza

Di Matteo sv – Sostituito al dodicesimo causa botta subito in un contrasto con Daffara, cure comprese gioca appena otto minuti

Armellino 7 – Finalmente leader e punto di riferimento in ambo le fasi di un centrocampo tornato scintillante. La sua mobilità e le sue giocate sono l’arma in più del primo tempo dei giallorossi, che una volta prese le misure agli avversari dominano senza strafare. L’unico errore della sua gara è un errato rinvio di testa che libera al tiro Giordano, ma pochi minuti prima l’aveva sbloccata proprio lui (che nella ripresa coglie anche un palo) con un diagonale di controbalzo bello da vedere ed efficace

Arrigoni 6,5 – Vero elemento indispensabile del centrocampo disegnato da Liverani, il metronomo offre il giusto equilibrio anche quest’oggi nonostante l’asfissiante (almeno inizialmente) pressing aretuseo. Non perde mai la calma nonostante un paio di errori, imposta bene favorendo il bel gioco dei giallorossi e chiude ogni buco. Mezzo voto in meno per la libertà concessa nel finale a Catania, che sigla indisturbato l’1-3 finale

Costa Ferreira 6,5 – Pronta reazione alla scialba e irritante prova con la Casertana. A gran sorpresa, complice l’infortunio di Mancosu, Liverani lo lancia nuovamente dal primo minuto, e lui stavolta non delude pur avendo, causa infortunio, solo la prima mezz’ora a disposizione. Propizia il gol di Armellino passando la palla laddove tutti avrebbero pensato a un tiro

Tsonev 8,5 – E ci teniamo bassi. Il bulgaro è l’autentica stella della gara fugando, per mezzo di un approccio super, subito ogni dubbio sul suo impiego dall’inizio in una gara difficile e delicata dopo un mese di panchine. Con una spizzata da centravanti-boa dà il “la” all’azione del vantaggio, poco dopo lancia in porta Di Piazza per il raddoppio e nella ripresa inventa una prodezza candidata di diritto al gol dell’anno: palla protetta e siluro mancino da fuori sotto l’incrocio dei pali. E poi tunnel, colpi di tacco, tanto movimento, recuperi per la gara perfetta della mezzala tracia

Di Piazza 8 – A metà tra un furetto e un leone indomabile, la punta ex Foggia è punto di riferimento di un attacco giallorosso in serata-super. Fa reparto da solo, abilmente appoggiato dai prodi Tsonev e Torromino con cui duetta che è una bellezza. Alla fine il tabellino recita: un gol pregevolmente realizzato, altri due sfiorati, caterve di assist e sponde per i compagni (vedi i suggerimenti al bacio per Torromino e Armellino su tutti) e un lavoro sporco utilissimo ai fini del risultato

Torromino 7 – Altro elemento in cerca di riscatto dopo il velo-autogol con la Casertana, altro protagonista coi fiocchi del match. Il suo è un primo tempo devastante, con due tiri respinti nell’azione del centro di Armellino e un altro al termine di un triangolo con Di Piazza su cui è prodigioso Tomei. E tantissima corsa in difesa dei compagni prima di essere sostituito nel finale

Ciancio 6,5 – Chiamato subito in campo causa ko di Di Matteo, ci mette un non nulla per carburare e rendersi utile. Sovrapposizioni e diagonali sono campo di battaglia in cui è abile, e le sbriga senza particolari fronzoli. Corre tanto e non soffre mai le velleità di Daffara e Mangiacasale, e nel finale si fa vedere anche con continuità in attacco una volta avanzato il raggio d’azione

Pacilli 6,5 – E’ vero, gli manca il guizzo decisivo, fallisce un paio di buone occasioni da rete, ma con il suo ingresso in campo il Lecce riesce a giocare ancor meglio di quanto stesse già facendo. Subentrato all’infortunato Costa Ferreira, agisce tra linee, dove è devastante. Avrebbe spazi per fare ancor male, ma alla lunga i ritmi del match calano e si limita ad aiutare il contenimento

Drudi sv

Caturano sv

All. Liverani 8 – Signori, questo è il Lecce di Liverani. Agevolati da un terreno di gioco sintetico che favorisce palleggio rapido e verticalizzazioni a palla bassa, nonché da un avversario che gioca a viso aperto e non chiuso a riccio, i giallorossi sono devastanti, dando dimostrazione nonostante le assenze pesanti (Mancosu e, a gara in corso, Di Matteo e Costa Ferreira) di cosa sono capaci con determinati fattori dalla loro. La prestazione è praticamente perfetta, con due sole vere palle gol concesse agli avversari e una decina a favore, prodotte non dal caso ma da un gioco frizzante e piacevole, oltre che efficace. Riuscisse a riprodurlo anche tra le mura amiche, o più in generale contro le tante squadre capaci di arroccarsi e null’altro, il Lecce diventerebbe inarrestabile

SIRACUSA

Tomei 7 De Vito 5 Turati 5 Magnani 5 Daffara 5,5 Giordano 5 Spinelli 5,5 Mancino 6 Liotti 5,5 Catania 6 Scardina 5 Parisi 6 Bernardo 5,5 Mangiacasale 5 Mazzocchi sv All. Bianco 5

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già redattore de Il Giornale di Puglia, Tagpress e, dal 2013, di SalentoSport.net.

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