LECCE – Pagellone finale: Moscardelli, Lepore e Salvi top, Filipe Gomes il peggiore. In panchina solo delusioni

lecce abbraccio squadra michel caputo

Foto: @Michel Caputo

Con il campionato ormai alle spalle, per il Lecce di Alberto Bollini (ed in precedenza di Lerda e Pagliari) è tempo di tirare le somme, e di analizzare quali sono stati gli aspetti positivi e negativi di un’annata da dimenticare, visto l’esito finale. Abbiamo fatto lo stesso noi di Salentosport, con il nostro Pagellone di fine campionato che vi proponiamo di seguito.

PORTIERI:

Caglioni 5,5 Con la conferma in estate del portierone bergamasco, insuperabile un anno fa, il Lecce sembrava aver blindato la porta con uno degli estremi difensori più forti della categoria. Nel girone d’andata sembrava effettivamente così, con il numero 1 giallorosso più volte bravo a salvare l’ottima difesa vista con Lerda. Il suo andamento è però crollato nella seconda metà di campionato, in cui non è più riuscito a dare la sicurezza che serviva ad una retroguardia improvvisamente fragile, oltre a scoprirsi clamorosamente involuto sulle uscite, sia alte che basse. Come se non fosse abbastanza, un infortunio lo ha tenuto fuori nel momento clou della stagione, in cui sembrava comunque non essere più all’altezza della situazione. Notevolmente calato (31 presenze 27 reti subite; media voto 5,98)

Scuffia 5,5 Arrivato a gennaio per svolgere il ruolo di vice-Caglioni, sembrava destinato a non scendere mai in campo fino al termine del campionato. Il periodo-no dell’ex portiere titolare, sommato all’infortunio di quest’ultimo, lo hanno portato ad esordire con una buona prestazione con il Benevento, confermata da quella altrettanto positiva con il Foggia. Sulla valutazione dell’estremo difensore maceratese pesa però come un macigno la papera di Melfi, che è costata una sconfitta pesantissima ai fini dell’esito del campionato. Resta comunque una buona riserva su cui puntare per il futuro (6 presenze 3 reti subite; media voto 5,8)

Petrachi sv Una sola presenza, nella prima giornata con la Lupa Roma, prima della rescissione arrivata a gennaio (1 presenza 2 reti subite; media voto 6)

DIFENSORI:

Abruzzese 5,5 Da un giocatore della sua qualità e della sua esperienza, inoltre per più volte di tutti sceso in campo con la fascia di capitano, era lecito attendersi qualcosa in più. Tra i tanti giallorossi ad aver peggiorato il proprio rendimento rispetto alla stagione precedente, il forte centrale pugliese aveva esordito bene, guidando con autorevolezza la retroguardia più forte della categoria. Se a metà stagione il rendimento difensivo è crollato verticalmente, molte delle responsabilità sono sue, perché non è stato in grado di prendere per mano i compagni in difficoltà nei momenti peggiori, in modo particolare in un inverno che lo ha visto spesso affondare con tutta la difesa. Ha chiuso il torneo in crescendo, ma non è bastato (31 presenze 3 reti; media voto 5,90)

Lopez 5 Dalle stelle alle stalle nel giro di pochi mesi. Solo un anno fa al pari di Miccoli e Papini (e forse anche di più, viste le tante richieste in categorie superiori) il terzino uruguagio aveva trascinato in alto la squadra di Lerda. Nel torneo appena conclusosi, invece, solo a tratti ha mostrato in campo tutta la sua forza sulla corsia mancina, crossando poco e male, non segnando mai e sbagliando tanto in difesa. In modo particolare, sul rendimento del Lecce hanno pesato come macigni i suoi “colpi di testa”, espulsione di Messina su tutti, che lo hanno reso l’elemento meno affidabile della retroguardia. Delusione totale (31 presenze 0 reti; media voto 5,68)

Vinetot 6 Spettatore causa acciacchi fisici nella prima metà di torneo, è tornato utile alla causa giallorossa nella seconda, conferendo rinnovate certezze ad una retroguardia allo sbando. Tra i più positivi tanto nella mini era-Pagliari quanto in quella di Bollini, ha toppato poche volte ed in modo particolare nella trasferta di Cosenza. Le prove sufficienti sono comunque molte di più rispetto alle poche insufficienze rimediate, a prova di come il francese possa essere elemento importante per la difesa quando la condizione glielo consente (15 presenze 0 reti; media voto 6,08)

Beduschi 6,5 Arrivato in punta di piedi nella sessione invernale del mercato per prendere il posto del disastroso Donida, il giovane ex Monza ha atteso con pazienza il suo turno, e quando Bollini lo ha promosso terzino destro titolare, lui ha pressoché sempre risposto presente. Tra le poche sorprese positive di un deludente campionato, la corsia destra della futura retroguardia giallorossa potrebbe essere appannaggio della sua verve agonistica e delle sue ottime qualità difensive (10 presenze 0 reti; media voto 6,15)

Di Chiara 6 Altro innesto del mercato di riparazione, il suo arrivo si è reso necessario vista l’involuzione di Lopez e l’inadeguatezza di Rullo. Meglio in fase di spinta che di copertura, ha esordito con una sontuosa prova con il Matera che però non è più riuscito a ripetere, complice la graduale ripresa del suo collega di ruolo. Un eurogol con la Paganese e diversi scampoli di gara, in un ruolo non suo, che sono comunque serviti non poco alla squadra ed a mister Bollini, che ha puntato più volte sulla sua duttilità (8 presenze 1 reti; media voto 6,33)

Diniz 6,5 Come Vinetot, ha saltato l’andata a causa di un infortunio, con successive ricadute, che lo hanno tenuto fuori a lungo. Dopo il graduale rientro, prima come terzino e poi come centrale, ha dimostrato di poter essere un perno fondamentale per la difesa del Lecce. Spesso il brasiliano ha infatti messo diverse toppe agli scivoloni dei compagni di reparto, che di certo hanno offerto meno garanzie rispetto a lui. Ha chiuso in crescendo, facendo mangiare le mani ai tifosi che non hanno potuto contare su di lui per tutto il torneo (17 presenze 0 reti; media voto 6,23)

Donida 5 Voluto in estate per dare freschezza e velocità alla difesa, è stato tra gli elementi più deludenti del nuovo Lecce. Pochi spunti e troppi errori, che non possono essere giustificati dalla giovane età e che spesso sono costati punti importanti. A gennaio ha salutato per giocarsi la salvezza con la Paganese (9 presenze 0 reti; media voto 5,45)

Martinez 6,5 Se con Lerda la difesa del Lecce era la più forte del campionato, il merito era soprattutto del centrale costaricano. Dopo la sua inspiegabile cessione a gennaio, tutta la squadra ne ha risentito, ed ha faticato non poco a ritrovare un equilibrio che l’ex Brescia, con la sua forza ed il suo incredibile agonismo, avevano a lungo garantito (18 presenze 0 reti; media voto 6,3)

Carini 4 Partecipa con ampie possibilità di vittoria al concorso come peggior acquisto dell’era-Tesoro. Poche apparizioni e tutte o quasi negative, davvero non si capisce come abbia fatto a disputare così tante gare in Serie B. A gennaio lascia il Salento con direzione L’Aquila, con cui fallisce l’obiettivo playoff (7 presenze 0 reti; media voto 5,4)

D’Ambrosio sv Stagione compromessa dal doppio lungo stop, quando era ad un passo dal rientro è stato ceduto al Monza. Per lui solo due spezzoni di gara (2 presenze 0 reti; media voto sv)

Rullo sv Campionato deludente per il terzino titolare del Lecce di Zeman. Esordio negativo con la Lupa Roma nell’unica presenza in giallorosso prima della cessione di gennaio con direzione Messina (1 presenza 0 reti; media voto 5)

CENTROCAMPISTI:

Bogliacino 6,5 Assieme ad un altro vecchietto come Martinez, a Diniz e dopo Salvi, è il migliore dei confermati dal campionato precedente. La condizione fisica è quella che è, ma la classe è intatta. Ogni volta che scende in campo delizia la platea con le sue giocate, oltre a dimostrare un attaccamento alla maglia che davvero pochi sono riusciti a dimostrare quest’anno. Più volte sul punto di lasciare il capoluogo salentino, è invece restato e si spesso ha preso in mano le redini di un centrocampo povero di qualità, contribuendo alla rimonta playoff di Bollini, che purtroppo non si è concretizzata (13 presenze 2 reti; media voto 6,41)

Filipe Gomes 4 Considerato che, rispetto ad altri acquisti deludenti, è l’unico ad aver disputato l’intera stagione in giallorosso, può essere considerato a pieno titolo come la delusione dell’anno. Arrivato nelle ultime ore di mercato estivo dal Perugia neopromosso tra i cadetti, aveva alimentato fortemente le speranze di Lerda di aver finalmente trovato un regista adatto per il salto di qualità. Escluse un paio di buone prestazioni, in modo particolare a Salerno ed a Benevento, il carioca ha latitato è non è mai andato oltre un compitino che, da metà dicembre in poi, non è nemmeno stato più in grado di svolgere. Se ne è accorto Bollini, che dal suo arrivo lo ha sempre, tranne in casi di necessità, relegato in tribuna o in panchina. Vacanze anticipate di fin troppi mesi (21 presenze 0 reti; media voto 5,42)

Lepore 7 Dal peggiore al migliore dell’annata leccese. Divide con Moscardelli e Salvi il podio degli elementi con il miglior rendimento, ma meriterebbe forse il gradino più alto per l’immensa disponibilità a giocare in ogni ruolo (portiere e difensore centrale esclusi, li ha ricoperti tutti) che, sommata allo straordinario attaccamento ai colori della sua terra, lo ha presto reso un idolo della tifoseria. Sin dall’esordio dopo la lunga squalifica ha dimostrato di saper dare il 100% delle sue qualità, che saranno pure inferiori rispetto a quelle di qualche acquisto più pubblicizzato, ma si sono dimostrate più utili alla squadra perché meglio espresse sul campo. L’esordio in carriera da regista contro la Juve Stabia, con tanto di prestazione super, gol decisivo e corsa verso la Nord sotto il diluvio l’emblema di una stagione che, se tutti si fossero impegnati quanto lui, si sarebbe conclusa con il Lecce primo con buon margine sulle inseguitrici (27 presenze 3 reti; media voto 6,28)

Mannini 5,5 Un altro di quelli che, se da un lato non hanno deluso, dall’altro potevano senza dubbio dare qualcosa in più. Dopo l’avvio in sordina, trova la sua dimensione in una squadra che aiuta con grande corsa e generosità, senza riuscire però ad imprimere quel cambio di marcia di cui il Lecce aveva disperato bisogno. Dopo un girone d’andata altalenante, nel ritorno palesa un’insofferenza nel ruolo di terzino destro che si palesa con una serie di prestazioni non all’altezza, e che viene confermata dalle sue parole in una conferenza stampa post vittoria con l’Ischia. Forse però doveva decidersi a parlare prima che fosse troppo tardi (31 presenze 0 reti; media voto 5,56)

Papini 6,5 Impegno sempre super, ma prestazioni ben lontane da quelle, ai limiti della perfezione, della stagione precedente. Si guadagna comunque una sufficienza piena grazie alla solita grinta che lo contraddistingue e ad una grande dedizione verso la causa giallorossa, con prove comunque difficilmente negative e spesso e volentieri condite da gol pesanti. Un paio di infortuni gli negano però di essere al massimo della condizioni nei momenti cruciali del campionato, e tutta la squadra che fa perno sulla sua dirompente presenza a centrocampo ne risente. Resta un pilastro con cui ripartire (29 presenze 4 reti; media voto 6,13)

Sacilotto 6,5 Sorpresa più positiva nel girone d’andata, in cui si destreggia alla grande come difensore, come mediano ed anche in zona gol, riesce grossomodo a confermarsi anche nel ritorno. Da gennaio in poi il suo rendimento cala ma, trasferta di Barletta esclusa, non stecca mai. Qualità e presenza fisica al servizio dei compagni, anche lui risente nel momento clou della stagione di una serie di problemi muscolari che ne condizionano le prestazioni. Chiude il campionato prendendo per mano un centrocampo martoriato dalle assenze (28 presenze 2 reti; media voto 6,06)

Salvi 7 Il guerriero romano risulta sin da subito tra i top-player di una squadra che non può fare a meno del suo agonismo e della quantità che esprime in mezzo al campo. Da mezzala destra risulta una vera arma in più a disposizione soprattutto di Lerda e Bollini, bravi a capire che quando è in forma può essere devastante per gli avversari. Nonostante segnare e rifinire non siano il suo mestiere, è spesso decisivo in zona-gol e disputa quella che è forse la sua miglior stagione in carriera. Elemento imprescindibile per il Lecce del futuro (27 presenze 4 reti; media voto 6,21)

Herrera 5,5 Acclamato come il colpo del mercato invernale giallorosso, all’esordio annienta quasi da solo il Matera. Purtroppo per il Lecce (e per Pagliari, esonerato solo una settimana dopo) è però un episodio, dal momento che il talentino panamense non si confermerà più su quei livelli. Da Bollini verrà infatti schierato più che altro in mezzo al campo per conferire qualità alla manovra, vista la poca incisività negli ultimi venti metri che lo porta spesso a sbagliare anche gol molto facili. Ha le carte in regolare per fare bene in futuro, ma deve lavorare davvero tanto per non ripetere i tanti errori visti in questo finale di stagione (12 presenze 1 rete; media voto 5,81)

Carrozza 4,5 Assieme a Moscardelli, era il colpaccio dell’estate in casa Lecce. L’elemento di grande qualità ed esperienza  che avrebbe dovuto rendere devastante l’attacco giallorosso, in Salento però non è mai arrivato. Buone cose verso la metà del girone d’andata, e poi il nulla. Dopo una quantità infinita di prove negative viene mandato in prestito alla Juve Stabia, con la cui maglia riesce a conquistare i playoff (17 presenze 1 rete; media voto 5,64)

Rosafio 5,5 Nonostante l’ottimo precampionato, Lerda lo usa con il contagocce e lui non riesce a mettersi in mostra. A gennaio è mandato in prestito al Forlì (5 presenze 0 reti; media voto 6)

ATTACCANTI:

Doumbia 6 Strappa la sufficienza con un finale di campionato da 5 reti nelle ultime 4 partite che dovrebbero fargli mangiare le mani e fargli capire che dovrebbe impegnarsi di più per far esprimere meglio le sue qualità. È più prevedibile rispetto al campionato precedente, ma i nove gol totali messi a segno dimostrano che, giocando più vicino all’area di rigore, sicuramente perde in velocità e capacità di saltare l’uomo, ma sa comunque come colpire l’avversario. I fastidi fisici ed i tanti cambi di modulo dei suoi tre allenatori lo mettono in difficoltà, ma nonostante le prestazioni altalenanti è tra i pochissimi giallorossi a saperla mettere dentro, fattore fondamentale per chi vuole puntare in alto (30 presenze 9 reti; media voto 5,81)

Moscardelli 7 Il 15 gol che lo rendono il capocannoniere della squadra ed il tantissimo lavoro svolto per i compagni ne fanno di diritto uno dei migliori della stagione giallorossa. Parte con tante difficoltà, perché la discesa dalla A alla Lega Pro è un salto non da poco. Poi si sblocca con l’eurogol dell’illusione a Messina e per fermarlo ci vogliono un paio di infortuni, i tanti legni colpiti ed una squalifica per un’espulsione inesistente che costringe il Lecce a salutare i playoff. Nel mezzo gol fondamentali e spettacolari, che tengono vive le speranze di una squadra che ha in lui non solo la sua stella, ma l’unico attaccante di ruolo per una rosa offensiva inadeguata agli obiettivi prefissati. Se non si fosse caricato da solo l’intero peso dell’attacco (e le prestazioni ne hanno risentito), si sarebbe sicuramente potuto esprimere con più incisività, ma la società non è stata in grado di affiancarlo adeguatamente. Difficile che resti, ma se lo farà, il Lecce potrà ancora pensare in grande. In caso contrario, per rimpiazzarlo serviranno 5 elementi (32 presenze 15 reti; media voto 6,08)

Miccoli 5,5 Relegato da infortuni e dissidi vari nel ruolo di comparsa, l’ormai ex capitano giallorosso ha disputato un campionato lontano anni luce da quello precedente, in cui aveva portato la sua squadra del cuore ad un passo dalla promozione. Se un calo fisico che incide sulle precedentemente eccelse qualità tecniche è preventivabile e comprensibile, molto meno lo sono le prese di posizione che hanno portato alla rottura con Lerda che ha probabilmente spaccato lo spogliatoio e segnato le sorti della squadra. Ci ha messo la faccia ed ha ribadito che mai sarebbe stato un problema per il Lecce, ma dopo quella conferenza il gruppo non è più sembrato lo stesso. Un gol sbagliato che pesa più di quello fallito da due passi a Catanzaro e che avrebbe permesso ai suoi di raggiungere un pareggio importante in chiave playoff (17 presenze 3 reti; media voto 6,03)

Gustavo 5 Arrivato a stagione in corso per fare quello che a Carrozza non era riuscito, ossia dare maggiore imprevedibilità all’attacco giallorosso, si palesa sin da subito come la copia brasiliana e mancina dell’ala gallipolina. Incide poco o nulla, esclusi un gol ed un paio di assist e di prestazioni positive. Era lecito attendersi di più da un elemento che, se non cambia marcia, rischia di restare un eterno incompiuto (13 presenze 1 rete; media voto 5,66)

Embalo 5 Altalenante come pochi nelle prestazioni e nelle giocate, quando sembra dormire e passeggiare per il campo riesce a sorprenderti con una giocata d’alta scuola, e quando è a porta libera pronto a depositare la palla in rete riesce a ciccare il pallone come un dilettante di bassa categoria. Purtroppo per il Lecce, le sorprese negative hanno pesato più di quelle positive, ed il giovane portoghese è apparso più simile ad un funambolo circense che ad un calciatore (11 presenze 0 reti; media voto 5,65)

Manconi 5,5 Troppo pochi elementi per bocciarlo pienamente ed altrettanto pochi per fargli guadagnare un voto positivo. In realtà l’ex Novara, arrivato addirittura per spalleggiare Moscardelli, è al limite del senza voto, visto che Bollini non lo ha quasi mai avuto a disposizione causa infortunio e, quando l’ha avuto a disposizione, difficilmente gli ha dato fiducia. A Lecce solo per fare allenamenti differenziati e qualche apparizione non proprio da ricordare (3 presenze 0 reti; media voto 5,5)

Della Rocca 4 Alla vigilia del campionato doveva essere lui il goleador del Lecce, ma a gennaio è stato ceduto al Novara, con cui ha poi centrato la promozione diretta, perché di mettere la palla dentro non ne poteva proprio sapere. Un gol al Barletta alla seconda giornata e tanto lavoro sporco ad inizio torneo, poi nemmeno più quello per una delle più grandi delusioni della stagione giallorossa (21 presenze 1 rete; media voto 5,44)

ALLENATORI E DIRIGENZA:

Lerda 5,5 È il tecnico con cui il Lecce è apparso più squadra e più in grado di puntare veramente a qualcosa di importante. Ad inizio campionato ha pagato squalifiche ed infortuni, ma dopo un ottimo andamento autunnale è crollato a dicembre, rompendo con il gruppo e non riuscendo più a tenere unita una squadra che si è persa in appena due settimane (media punti 1,72)

Pagliari 5,5 Due vittorie, due pareggi ed una sconfitta, benché arrivata con l’ultima in classifica, è troppo poco per giudicare un tecnico che sicuramente non è riuscito a dare una scossa alla squadra, ma che difficilmente in un mese travagliato come gennaio avrebbe potuto fare di più. Paga soprattutto colpe non sue (media voto 1,6)

Bollini 5,5 I numeri dicono che è stato il miglior allenatore dell’anno, ma l’obiettivo playoff fallito nelle ultime giornate gli toglie mezzo punto. Il suo Lecce in casa è inarrestabile ed ha una capacità di arrivare al tiro impressionante. La pochezza in trasferta, la sterilità offensiva e l’impressione di essere poco squadra nei momenti decisivi non gli hanno tuttavia permesso di compiere quel salto di qualità tanto auspicato da tutto l’ambiente (media voto 1,86)

Tesoro 4,5 Gli errori sono stati tantissimi, e negarli è stato ancor peggio. La più brutta stagione del Lecce negli ultimi 48 anni non può evitare a presidente e ds una grave insufficienza, attenuata soltanto dal mezzo punto in più per l’impegno profuso verso la causa anche nei momenti di maggiore crisi. Un impegno che però resta tale, e che non è seguito da risultati accettabili

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già redattore de Il Giornale di Puglia, Tagpress e, dal 2013, di SalentoSport.net.

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