PALLE VAGANTI – Racale e Tricase da incubo. Pistocchi straparla, Lanzafame va in tilt. E poi Presicce, Novoli, Maglie con Cheva e la Passione 105… Le pagellozze

Ecco, eccezionalmente al giovedì, la dodicesima puntata della nostra nuova rubrica, “Pa(ge)lle vaganti”. Ossia, una specie di reportage sui fatti più strani che si sono registrati nella settimana appena trascorsa. Protagonista sarà il mondo sportivo salentino, anche in senso esteso. Ma non solo. Tratteremo dei personaggi e degli eventi più “colorati” e “coloriti“, degli aneddoti più divertenti, delle note di cronaca più curiose e interessanti. Il nostro obiettivo non è, assolutamente, denigrare chicchessia, anzi. “Pa(ge)lle vaganti” si propone di essere una rubrica leggera, spiritosa e sdrammatizzante. “Nessuno si senta offeso”, quindi, come diceva il maestro De Gregori ne “La storia siamo noi”. Ah, un’ultima cosa: se avete degli aneddoti da segnalarci che, a vostro avviso, sarebbero meritevoli di essere inseriti nella rubrica, scriveteci a redazione@salentosport.net. Grazie e buona lettura!

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IL TRISTE DESTINO DEL REAL RACALE voto 1 – Trenta partite, otto punti. Che dovevano essere undici, prima delle tre limature del Giudice sportivo, susseguenti alle tre rinunce contro Cerignola (pullman che faceva le bizze), San Severo (pullman disponibile ma non c’era la squadra) e Terlizzi (c’era la squadra, il pullman non serviva ma non c’erano i soldi delle multe arretrate da consegnare all’arbitro…). Non proprio una stagione “Real”, quella della compagine azzurra, portata a termine, in extremis, grazie al sacrificio e alla volontà dei ragazzi della Juniores. Numeri eclatanti per quanto riguarda i cambi di allenatore: nell’ordine, hanno sfilato sulla panchina del Racale (alcuni senza addirittura arrivare alla prima di campionato) Mitri, Lombardo. Mugo, ancora Lombardo, Levanto, De Nitto e Marrocco. Mancavano solo Oronzo Canà e la statua di San Sebastiano, patrono della cittadina. Quest’ultimo, forse, avrebbe potuto fare il miracolo… REAL FLOP

“TIFOSI” DEL POTENZA voto 2 “Pochi ma buoni”, suggerisce un noto proverbio. Ok, ma da qui al passare da pochi ad assenti ce ne vuole. Sugli spalti del “Viviani”, durante Potenza-Nardò, sono circa un centinaio i tifosi che “colorano” le tribune. Un ottantina di fede granata, gli altri venti? Addetti ai lavori e familiari. E i tifosi potentini? Alzi la mano chi li ha visti! Diamo per buona la scusante che il Potenza è retrocesso già da un pezzo, ammettiamo anche che la giornata soleggiata suggeriva più una scampagnata al mare che una partita di calcio. Però, caspita, almeno una rappresentanza… ASSENTI (NON) PRESENTI

PISTOCCHI E LE SUE PERLE DI SAGGEZZA voto 3 In Italia siamo fatti un po’ così. Abbiamo sempre cercato i dualismi, le rivalità, le similitudini. Fin dai tempi Coppi-Bartali, poi Liga-Vasco e infine Baggio-Del Piero. Ma poi arriva lui, il grande irreprensibile Maurizio Pistocchi, che ha l’intuizione geniale di paragonare Arjen Robben al buon Alessio Cerci (non ce ne voglia male l’ala del Torino, capirà…). Il tutto mica al bar tra una birrozza e l’altra con gli amici, ma in diretta televisiva, per giunta dopo che l’olandese aveva fatto vedere i sorci verdi nientepopodimeno che al Barcellona. Non so a voi, ma a noi, Pistocchi… RICORDA UN PO’ GIANNI BRERA (scherziamo, eh!)

L’AMARA RETROCESSIONE DEL TRICASE voto 4 – “Tristezzaaa per favore vai viaaa”“Na parola!”. Termina nel peggiore dei modi il campionato del Tricase, retrocesso senza colpo ferire. La formazione rossoblu doveva compiere la stratosferica impresa di recuperare 13 punti di differenza reti per scalzare il Manduria dall’ultimo posto utile per giocarsi la salvezza attraverso i play out. Nemmeno l’innesto di Mitri (e non solo in panchina, visto lo scampolo giocato a Manfredonia…) è servito a riportare sul binario giusto le sorti di una squadra che forse non è mai stata davvero convinta di potercela fare. Troppe noie, troppi problemi, troppa approssimazione. Ora, parola d’ordine, ripartire con una programmazione mirata: una grande piazza come Tricase se lo merita. ARRIVEDERCI E TANTE BELLE COSE

I CAPRICCI DI LANZAFAME voto 5 – Imbarazzante episodio tra Lanzafame e Martinez, giocatori dell’Honved. Contro ogni logica “degregoriana”, l’ex attaccante juventino, non avendo nessuna paura di sbagliare, si presenta dal dischetto. Martinez, però, non si fida e fa da sé. Morale della favola: gol per l’argentino e doccia anticipata per l’italiano. Per la prossima volta Lanzafame porti un pallone da casa, per avvalersi del primo emendamento della legge del calcio nostrano: “O SCIOCU O SCONZU!” (“o gioco o non vi faccio giocare”)

LE INTERVISTE PORTAFORTUNA DI SALENTOSPORT voto 6 – Sei come le pappine rifilate dal Casarano e dalla Virtus Francavilla rispettivamente a Massafra e al San Vito. Fin qui nulla di eccezionale. Se però constatiamo che ciò si è verificato dopo la nostra intervista ai due fratelli Margagliotti ), prima l’aggancio al Corato, poi l’allungo, infine la mazzata col 3-0 nello scontro diretto con le neroverdi baresi. Un trittico da far paura, un destro-sinistro-destro che metterebbe al tappeto anche un elefante. Piccola nota a margine: oltre ad essere un gruppo eccezionale, sportivamente parlando, lo è anche dal punto di vista prettamente estetico… Con buona soddisfazione dell’occhio, che, come spesso succede, vuole la sua parte. GIOCO, PARTITA, INCONTRO… B1!

LA BOLGIA DI NOVOLI voto 9E alla fine il Novoli l’ha spuntata. Festa grande domenica al “Totò Cezzi” per celebrare la vittoria di un campionato che vale il ritorno in Promozione. Una corsa non semplice e con un avversario degno di epiche sfide, il Galatone, inseguito per buona parte della stagione e sorpassato al momento giusto. Da lì in poi i ragazzi di Schipa hanno mostrato la targa ai rivali giallorossi, fino al gol di Epifani che ha regalato il primo posto matematico. Abbracci, coreografie, champagne e tanta voglia di… Promozione. Perché da domenica il Novoli è CON UN PIEDE IN PARADISO

“PASSIONE LECCE 105” E L’INTRAMONTABILE CHEVA voto 10Orgoglio, storia e tanta, tanta passione, tutta giallorossa. Sono stati questi gli ingredienti di “Passione Lecce 105”, organizzato dalle associazioni “Noi Lecce”, “Salento GialloRosso” e “Lecce in Azione”, svoltasi nel Castello Carlo V di Lecce. Un evento al quale hanno preso parte tantissimi tifosi, noti e meno noti, e tanti personaggi che hanno segnato la storia del Lecce come Pantaleo Corvino, Checco Moriero e Gigi De Canio per citarne solo alcuni. I supporters si sono perciò ritrovati tutti sotto la stessa bandiera, tra foto e maglie storiche, memorabilia e sciarpe che hanno segnato i momenti della storia giallorossa, nella speranza che nelle prossime settimane essa possa riempirsi con altri gloriosi capitoli, sui quali vuole mettere la sua firma Ernesto Javier Chevanton. L’uruguagio ha messo a segno un gol importantissimo domenica scorsa a Bolzano. Rete fondamentale per i destini del campionato dei giallorossi che hanno agguantato in classifica il Trapani. Una zampata decisiva per poi festeggiare i tanti tifosi giunti nel Trentino. Una storia infinita, di orgoglio e tanta, tanta passione, tutta giallorossa. NEVER ENDING STORIES

Redazione SS

Nata nell’agosto 2010, vincitrice del premio Campione 2015 come miglior articolo sportivo, realizzato da Lorenzo Falangone, e come miglior testata giornalistica sportiva salentina nella prima edizione del “Gran Premio Giovanissimi del Salento” organizzato dalla redazione della testata on-line giovanissimidelsalento.com.

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