PALLE VAGANTI – Lerda ‘lingualunga’, Sagan ‘manolunga’. Gallo a birra e salsicce, Rosati, Miccoli e l’addio a Jannacci e Califano…

Ecco l’ottava puntata della nostra nuova rubrica, “Pa(ge)lle vaganti”. Ossia, una specie di reportage sui fatti più strani che si sono registrati nella settimana appena trascorsa. Protagonista sarà il mondo sportivo salentino, anche in senso esteso. Ma non solo. Tratteremo dei personaggi e degli eventi più “colorati” e “coloriti”, degli aneddoti più divertenti, delle note di cronaca più curiose e interessanti. Il nostro obiettivo non è, assolutamente, denigrare chicchessia, anzi. “Pa(ge)lle vaganti” si propone di essere una rubrica leggera, spiritosa e sdrammatizzante. “Nessuno si senta offeso”, quindi, come diceva il maestro De Gregori ne “La storia siamo noi”. Ah, un’ultima cosa: se avete degli aneddoti da segnalarci che, a vostro avviso, sarebbero meritevoli di essere inseriti nella rubrica, scriveteci a redazione@salentosport.net. Grazie e buona lettura!

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FILIPPO CANTALICE (LATIANO) voto 1 – Evidentemente aveva da fare. Lo aspettava la fidanzata per andare a fare un giro all’Ikea di Bari o all’Auchan di Mesagne. E allora, il buon Filippo, ha ben pensato di guadagnare tempo. E chi l’avrebbe sentita, sennò, la sua fidanzata? “Stai sempre dietro al pallone, mi trascuri troppo e dobbiamo anche pensare all’arredamento del nostro nido d’amore!”. Detto fatto: un bel diretto in faccia all’arbitro di Virtus-Latiano, una bella espulsione diretta, doccia anticipata e tempo guadagnato da dedicare allo shopping con la sua fidanzata. Anzi: d’ora in poi, il calciatore del Latiano, ne avrà tanto, di tempo, a disposizione. Soprattutto la domenica, data la mega squalifica di 5 anni, con preclusione definitiva, decisa dal Giudice sportivo. LE PIASTRELLE, MI RACCOMANDO, IN COTTO…

I GIUDIZI “UN PO’ PEPATI” DI FRANCO LERDA voto 2 – “Chi è causa del suo mal pianga se stesso”. Sembra questo l’adagio da dedicare a mister Franco Lerda, “caustico” con i suoi commenti nei confronti del Lecce, vincente due sabati orsono contro il Pavia. Dal pulpito di SportItalia, l’ex tecnico giallorosso ha accusato i salentini di non avere né un gioco né uno schema (critica neanche tanto velata al successore Toma). Per tutta risposta, venerdì scorso è arrivata la replica del presidente Savino Tesoro che, in un’ipotetica pagella, metterebbe 3 al tecnico di Fossano. NON C’É TRE SENZA DUE

ANTONIO ROSATI voto 3 – Non sarà stato felice l’acciaccato De Sanctis, tantomeno i superstiziosi tifosi partenopei: l’esordio stagionale di Antonio Rosati, ai tempi numero 12 (anche se è complesso parlare di numeri oggigiorno..) del Napoli è stato di quelli degni della migliore sceneggiatura dei fratelli Cohen. I suoi sempre in vantaggio si vedono rimontare per ben due volte, da Barreto prima e Jonathas poi, col rischio beffone finale quando Meggiorini (Eminflex ringrazia Britos per l’ottima prova nella nuova pubblicità del materasso) sigla il gol del sorpasso. Per fortuna che c’è Cavani: l’uruguaiano con la “solita” doppietta ha tolto le castagne dal fuoco ai suoi. Nessuna colpa specifica per il buon Antonio, ma non si potrà certo dire “buona la prima: voto 3 come le pappine che gli rifilano! NIGHTMARE

FABIO CARESSA voto 4 – Terza presenza nel pagellozzo del martedì, il buon Fabio sembra ormai far di tutto pur di entrare nella lista dei nostri top ten. Sabato pomeriggio, al termine del match di San Siro, il Caressone nazionale ha così sentenziato: “Inter batte Juventus 2 a 1!”. Ora, va bene il clima prefestivo, va bene che, magari, la prima voce di Sky avrà avuto qualche problemino a digerire i manicaretti che gli rifila la sua mogliettina, cuoca in diretta tv. Ma il Borghetti durante la cronaca sarebbe più indicato per il commento dei tornei di Texas Hold’em, non per il Derby d’Italia… MILANO DA BERE

LA LONGA MANUS DI PETER SAGAN voto 5 – Beccato! Felice come un bambino poco prima di aprire le uova di Pasqua, il campione slovacco Peter Sagan ha così sfogato la frustrazione per aver perso il Giro delle Fiandre a vantaggio di sua maestà Fabian Cancellara: con una palpatina fugace alla miss bionda che baciava il vincitore. Non proprio un gesto da galantuomo, bensì da marpioncello a due ruote… TOCCATA SENZA FUGA

LA BANDA DEL GALLO voto 6 – Beccati! Eccoli qua, tre “senatori” giallorossi (Casalino, Passaseo, Pellegrino) e il miglior marcatore stagionale (Presicce) che se la ridacchiano e posano (sì, sono chiaramente in posa), tra una birrozza (ssshhh, non dite nulla a mister Calabro) e qualche chilo di salsiccia. Un po’ di relax prima dello sprint finale è più che consentito, almeno a Pasquetta il San Severo può attendere. Ma quegli sguardi furbetti… sono tutto un programma. LE SIMPATICHE CANAGLIE

RAPPR. JUNIORES PUGLIA – voto 7 – “Nino non aver paura di tirare un calcio di rigore, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore”. Recita pressappoco così uno dei pezzi più belli del maestro De Gregori, una canzone cucita su misura per la banda terribile e talentuosa dei ragazzi pugliesi che, agli ordini del ct Ferrante, sfiorano l’impresa di raggiungere la finale nel “Torneo delle Regioni”, svanita (a vantaggio della Lombardia) proprio dagli 11 metri. Rimane l’ottima impressione che questa squadra ha fornito, macinando gioco ed avversari, mantenendo alto il nome del calcio (e non solo) pugliese. Grazie ragazzi, per fare i conti col fato ci sarà sempre tempo! AD UN PASSO DALLA STORIA

FABRIZIO MICCOLI voto 8 – Quella del Palermo era ormai diventata una malattia cronica. Tra allenatori sostituiti con la stessa frequenza dei cambi nel torneo di calcio a 5 della Parrocchia, direttori sportivi inermi e in balia del “tarantolato” Zamparini, la vittoria in campionato per i rosanero mancava da 125 giorni, poco più di tre mesi. Stregoni, fattucchiere e sciamani non riuscivano più a risollevare le sorti del club siciliano, sempre più vicino al baratro. Ma ecco spuntare l’eroe, che rientra dopo una lunga sosta e trascina i suoi ai tre punti nel match con la Roma. E chi se non il “Romario del Salento”? Ancora una volta decisivo, Fabrizio Miccoli regala ai suoi tifosi un motivo in più per amarlo, ed ai suoi compagni una fiammella di speranza per una complicata salvezza. COMUNQUE VADA SARA’ UN SUCCESSO

GLADIATOR – ISCHIA voto 9 – Indiscutibilmente le regine del girone H del torneo di Serie D. La prima resta imbattuta per un’eternità, unica in Europa, piegandosi, solo a marzo inoltrato, sotto i colpi del Monopoli. La seconda, pur avendo avuto due inciampi durante il campionato, ha stradominato in lungo, in largo, in altezza, in profondità e anche in 3D e ha conquistato, con una manciata di turni d’anticipo, il meritatissimo pass per la Seconda Divisione. UN ISCHIA MASCHIO SENZA FISCHIO

ENZO JANNACCI – FRANCO CALIFANO voto 10 – A distanza di nemmeno un giorno, l’uno dall’altro, Milano e Roma perdono due pezzi di cuore. Il dottore milanese, malato da tempo, era un artista poliedrico, geniale, originale, dalla comicità surrreale a cui s’incarnava un’attenta e profonda cura degli ultimi, degli emarginati, dei relitti della società. Il cantautore romano, invece, amava la sua libertà anche e soprattutto nel periodo in cui fu costretto “a vedere il sole a quadretti”. Artista a tutto tondo anche il Califfo, amante delle donne, della bella vita e degli eccessi. Li univa, tra le altre cose, una smodata fede per le loro squadre del cuore: il Milan per Jannacci, l’Inter per Califano. Lasciano un vuoto incolmabile nella musica italiana. Ci rimarranno le loro memorabili composizioni. L’ULTIMO MINUETTO CON LE SCARPE DA TENNIS

Redazione SS
Nata nell'agosto 2010, vincitrice del premio Campione 2015 come miglior articolo sportivo, realizzato da Lorenzo Falangone, e come miglior testata giornalistica sportiva salentina nella prima edizione del "Gran Premio Giovanissimi del Salento" organizzato dalla redazione della testata on-line giovanissimidelsalento.com.
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