PALLE VAGANTI – Gli ‘sgub’ di Biscardi e l’arrivo di ‘Gus’. E poi: le bombe di Dinho, il pomeriggio caldo di Galatone, ‘Difra’ in A e due addii eccellenti… Le pagellozze

Ecco la quindicesima puntata della nostra rubrica, “Pa(ge)lle vaganti”. Ossia, una specie di reportage sui fatti più strani che si sono registrati nella settimana appena trascorsa. Protagonista sarà il mondo sportivo salentino, anche in senso esteso. Ma non solo. Tratteremo dei personaggi e degli eventi più “colorati” e “coloriti“, degli aneddoti più divertenti, delle note di cronaca più curiose e interessanti. Il nostro obiettivo non è, assolutamente, denigrare chicchessia, anzi. “Pa(ge)lle vaganti” si propone di essere una rubrica leggera, spiritosa e sdrammatizzante. “Nessuno si senta offeso”, quindi, come diceva il maestro De Gregori ne “La storia siamo noi”. Ah, un’ultima cosa: se avete degli aneddoti da segnalarci che, a vostro avviso, sarebbero meritevoli di essere inseriti nella rubrica, scriveteci a redazione@salentosport.net. Grazie e buona lettura!

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QUEGLI STRANI LOGHI “SCOPIAZZATI” voto 1 – Perchè perdere tempo con progettazioni, bozze, programmi di grafica, workshop, brainstorming, riunioni, conferenze, mail, telefonate, macchinisti, fuochisti e uomini di fatica? Basta scandagliare il web, un “tasto destro”, un “Salva con nome”, metterci i dettagli e le rifiniture e il gioco è fatto. Non è questo, sicuramente (…), il caso dell’As Bisceglie 1913, che, per festeggiare il suo centenario, ha pubblicato sul suo sito un logo “priiiciso priiciiiso” a quello del Bologna, usato dai felsinei nella stessa occasione, ma quattro anni prima. Il caso ha voluto che i due loghi, a giochi fatti, fossero proprio simili. Anzi identici. Anzi… a vedere bene… sono proprio uguali!. Ma è stato un “caso”. Sicuro. Non è che adesso, nella bella Bisceglie, spunteranno anche le Due Torri, no? PREMIATA COPISTERIA NERAZZURROSTELLATA

BISCARDI E BERLUSCONI, C’E’ POCO DA STARE “ALLEGRI” voto 2 – L’ultimo dei famosissimi “Sgub” del rosso giornalista molisano riguarda, nientemeno, una lettera del presidente del Milan Silvio Berlusconi (affidata allo stesso ideatore del famoso “Processo”) in cui si preannuncerebbero rivoluzioni nei quadri tecnici e dirigenziali. Un colpaccio da raccontare ai nipotini, senza dubbio. Sempre che questa lettera fosse esistita veramente. A stretto giro di posta, infatti, arriva la classica smentita di rito del club rossonero. “Non c’è stata nessuna lettera” (il Milan), “Non era una lettera ma una telefonata, che ho provveduto a registrare” (Bisgardone). A chi credere? E’ una bella lotta… PALLONARI SI NASCE

IL TRISTE EPILOGO DI GALATONE-MARITTIMA voto 3 – Che peccato che una partita, sulla carta, così bella, sia stata “rovinata” dagli eventi. Galatone e Marittima si giocavano la finale playoff per il ripescaggio in Promozione. Ma, di partita vera e propria, ce n’è stata solo per un’oretta. Eppure lo spettacolo non era mancato. Prima il vantaggio ospite, poi il pareggio del Galatone. Una bella cornice di pubblico, una giornata assolata, uno spettacolo dentro e fuori dal campo… interrotto al 21′ della ripresa. Prima una colpo (volontario, o meno) di un calciatore del Galatone diretto al setto nasale del suo collega del Marittima De Giorgi, l’arbitro che fa continuare il gioco, poi il Galatone che segna il gol del 2-1, il Marittima che protesta e che esce dal campo… una festa di sport rovinata sul più bello. Che peccato! SUNDAY, BLOODY SUNDAY

LA BOMBA CARTA DI RONALDINHO voto 4 – Tra le tante qualità, a Ronaldinho di certo non manca la fantasia. In campo e fuori. L’asso brasiliano, dopo il gol su rigore realizzato contro il Cruizero, prima improvvisa un curioso balletto insieme ai suoi compagni di squadra e poi mima il lancio di una granata all’indirizzo dei tifosi avversari. Di questi tempi forse un’esultanza evitabile, ma dell’uomo che ha fatto del savoir fair (vedasi festini vari, “masturbazioni” in webcam e chi più ne ha più ne metta) un marchio di fabbrica, cosa ci si può aspettare? Moralismi a parte, il buon Ronaldinho rimane sempre un bellissimo spot per il tiro a segno… emh scusate, per il gioco del calcio! Come direbbero a StrisciaA BOMBAAZZAAA!

MANDURIA, IMPOSSIBLE IS NOTHING voto 5 – Dopo una stagione che definire tribolata sarebbe eccessivamente ottimistico, il destino del Manduria si trova ancora appeso a un filo, a una flebile speranza. Lo spunto d’orgoglio con il Corato non è bastato ai biancoverdi a raggiungere la salvezza, vista la sonora scoppola rimediata con il Quartiere Uniti Bari, nella seconda gara dei playout. Adesso tutto dipende dal Nardò, impegnato domenica prossima con il Sant’Antonio Abate. Agli uomini di Sgobba, e al Manduria di conseguenza, basta un pareggio per festeggiare. Se così fosse, immaginiamo già ettolitri di Primitivo inondare le vie del borgo neretino. Per ora, comunque, la situazione rimane da CODICE ROSSO, ANZI GRANATA!

MISTER GUS, BUONA FORTUNA! (TI SERVIRA’) voto 6 – Parole chiare e tanto lavoro. Si è presentato così Elio Gustinetti, da una settimana tecnico del Lecce, chiamato a portare i giallorossi in Serie B vincendo la roulette dei playoff. Allenamenti pieni di consigli, pacche sulle spalle ed espressioni decise per il tecnico di Bergamo che ha messo le cose subito in chiaro sia dal punto di vista umano che tecnico, provando, in amichevole contro il Copertino, il suo 4-3-1-2 ed investendo come uomini chiave i vari Bogliacino, Chevanton e Giacomazzi, calciatori che devono trascinare il gruppo verso la cadetteria. BONA SORTE MISTER!

VITTIGLIO E FANCIULLI, ESORDI COL BOTTO voto 7 – Due belle “favole” sull’asse Pescara-Grosseto. Eh, non lasciatevi ingannare, non parliamo di percorsi autostradali ma di calcio, quello bello, genuino, in grado sempre di emozionare. Ultima di campionato, Pescara già maledettamente retrocesso e sotto di 5 pappine contro una super Fiorentina: allora Bucchi decide di gettare nella mischia Marco Vittiglio, classe ’94, esordio assoluto per lui. Nemmeno 8 minuti e il ragazzino si avventa come un falco su una corta respinta di Viviano e fa gol. Che battesimo! Ruotando la bussola verso nord-ovest, zona Maremma, ne arriva un’altra di grande celebrazione: Edoardo Fanciulli, udite udite un classe 1997, anche lui in campo per la prima volta (con lo zainetto sulle spalle verrebbe da pensare…) con il Grosseto, timbra il gol decisivo per il successo dei toscani sul Bari. Predestinati? Lo scopriremo solo vivendo, per citare una vecchia canzone. SE SON ROSE FIORIRANNO

BOMBER DI SERIE A: DI NATALE E CAVANI voto 8 – Uno ci ha regalato l’ennesima perla del suo campionario di bellezze, l’altro ha segnato un gol di rapina, forse l’ultimo nel nostro campionato. Stiamo parlando di Antonio Di Natale e di Edinson Cavani, autori rispettivamente di 23 e 29 gol in Serie A con le maglie di Udinese e Napoli (a segno anche domenica passata contro Inter e Roma), entrambe rivelazioni – anzi, ormai certezze – del campionato di Serie A, qualificatesi rispettivamente ai preliminari di Europa League e alla fase ai gironi di Champions League. Per Totò ed Edinson, trascinatori per friulani e partenopei, abbiamo finito gli aggettivi. Per loro parlano i gol e le prestazioni che li incoronano come autentici mattatori della Serie A, campionato che continuerà a godere delle prodezze del capitano bianconero, capocannoniere nel 2010 e nel 2011, ma che dovrà (con grande probabilità) salutare con qualche lacrima in viso un autentico fenomeno, cresciuto esponenzialmente in questi tre anni, sino a diventare uno degli attaccanti più appetiti dell’intero panorama calcistico mondiale. I SIGNORI DELLA DOMENICA

DI FRANCESCO, SCARICATO IN SALENTO E CONDOTTIERO A SASSUOLO voto 9 – Era stato congedato dalla sua avventura al Lecce con un esonero ed una posizione di classifica da film dell’orrore. Così Eusebio Di Francesco, tecnico del Sassuolo, ha deciso di rimettersi in gioco ottenendo una chance importante dal club emiliano, reduce, nella stagione precedente, da una finale playoff persa a vantaggio della Samp. E il buon Eusebio, con i suoi immancabili occhialetti e gilet e quel ciuffo alla Tintin, se l’è presa proprio grossa la sua rivincita. Traghettando i neroverdi dritti dritti in Serie A per la prima volta nella storia, al termine di un campionato condotto in testa dall’inizio alla fine, forse rischiando di sprecare qualche match-ball di troppo. Ma come dire, nessuno è perfetto, sebbene il Sassuolo di quest’anno alla perfezione ci sia andato molto vicino. Con buona pace dei suoi (ingiusti) detrattori. PREGO, TOGLIERE I SASS(U)OLINI DALLE SCARPE

SOGNANDO BECKHAM E SCHOLES… voto 10 “E quel bambino che giocavaaa in un cortileee…”. Vallo a trovare. Ma se c’è una cosa di cui siamo certi è che David Beckham e Paul Scholes non faranno senz’altro la fine di due vagabondi! Due modi diversi di intendere il calcio, sempre osannati dai rispettivi tifosi, uomini chiave per gli allenatori che hanno avuto ed ora, dopo aver condiviso un mare di “tituli”, avranno anche in comune il capolinea della loro carriera. Eh sì, perché sia lo Spice-boy che il “terribile” Scholes sono giunti ai saluti finali di due storie da assoluti protagonisti: ma se il rosso centrocampista non ha mai separato il suo percorso dai colori dello United, per il calciatore più glamour di sempre sono diverse le toppe da attaccare alla giacca. Dalla camiseta blanca del Real, al rossonero del Milan, fino ai Galaxy made in Usa per chiudere all’ombra della Torre Eiffel: un tour niente male anche se il cuore non ha mai smesso di battere per il suo Manchester. Ci mancheranno perché, come ogni grande mostra che si rispetti, quando salutano artisti prestigiosi rimane sempre un po’ di amaro in bocca misto ad una consapevole fortuna di averli potuti ammirare. Good luck! DIAVOLI (ROSSI) IN PARADISO

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