PALLE VAGANTI – ‘Caracutazzurra’ e Salvadore-gol, i destini (non) incrociati di Toma e Sir Alex e il “sì” di De Razza… Le ‘pagellozze’

Ecco la quattordicesima puntata della nostra rubrica, “Pa(ge)lle vaganti”. Ossia, una specie di reportage sui fatti più strani che si sono registrati nella settimana appena trascorsa. Protagonista sarà il mondo sportivo salentino, anche in senso esteso. Ma non solo. Tratteremo dei personaggi e degli eventi più “colorati” e “coloriti“, degli aneddoti più divertenti, delle note di cronaca più curiose e interessanti. Il nostro obiettivo non è, assolutamente, denigrare chicchessia, anzi. “Pa(ge)lle vaganti” si propone di essere una rubrica leggera, spiritosa e sdrammatizzante. “Nessuno si senta offeso”, quindi, come diceva il maestro De Gregori ne “La storia siamo noi”. Ah, un’ultima cosa: se avete degli aneddoti da segnalarci che, a vostro avviso, sarebbero meritevoli di essere inseriti nella rubrica, scriveteci a redazione@salentosport.net. Grazie e buona lettura!

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I CORI RAZZISTI IN MILAN-ROMA voto 1Che tristezza. Ancora, nel 2013, ci ritroviamo a commentare discriminazioni razziali. Nella fattispecie cori e striscioni con cui domenica scorsa, a San Siro, alcuni imbecilli mescolati fra i tifosi della Roma bersagliavano tre calciatori di colore del Milan. Partita temporaneamente sospesa per qualche minuto. Poi la multa con diffida del Giudice sportivo all’indirizzo del club giallorosso. Tutto ciò nell’unica partita interessante (perché accompagnata da ragioni di classifica) del weekend. Come direbbe Emilio Fede “che figura di m***a” BUUUU AI BUUUU

LE LACRIME DI MICCOLI voto 2Piccolo cucciolo dolce! Fabrizio Miccoli non ha retto alla disperazione e alla tristezza. E, dopo la sconfitta di Udine, che aveva quasi sancito la matematica retrocessione del suo Palermo (avvenuta solo qualche giorno più in là) in Serie B, ha aperto i rubinetti e ha lasciato scorrere… lacrime palermitane. Come se non bastasse, poi, alla brutta stagione personale e della sua squadra, si è aggiunta la funesta notizia che il Romario del Salento sarebbe indagato per “accesso abusivo ad un sistema informatico”. Alla base, ci sarebbe uno strano giro di schede sim, girate, pare, a personaggi poco raccomandabili. Che periodaccio… IL TELEFONO, LA TUA CROCE

I “FRANCESISMI” TRA IBRA ” LEO voto 3Dopo tanti milioni di euro spesi e dopo tanto penare, il Paris Saint Germain dello sceicco qatariota Al-Khelaïfi mette in bacheca il primo trofeo, ovvero il campionato francese, il suo terzo della storia, grazie al successo al De Gerlande di Lione firmato dall’ex romanista Jeremy Menez. Immensa è stata la gioia dei parigini che hanno festeggiato negli spogliatoi, ma senza il grande protagonista, autore di 32 gol in 44 gare stagionali, ovvero Zlatan Ibrahimovic. Il campione svedese, infatti, è rimasto chiuso in un altro spogliatoio per i test antidoping, solo e dimenticato, impossibilitato a festeggiare una vittoria che, come quasi sempre in carriera, ha il suo inconfondibile marchio. Dopo venti minuti di attese (e di rabbia che montava nello stomaco già da sé delicato), lo svedese poteva tornare a fare festa. Non pago, Zlatan ha regalato espressioni non certo carine a Leonardo, dg del Psg, reo di non aver liberato lo svedese dal martirio dell’attesa mentre la squadra era al settimo cielo per la vittoria. “Devi sempre rovinare tutto”, questa la frase che l’arrabbiato Ibrahimovic ha destinato al brasiliano, che ha cercato di ricomporre il tutto con i suoi modi gentili, accusando anche un lieve malore… CHE PAURA MI FA IBRA

TOMA-LECCE, UNA STORIA TRISTE voto 4Finisce dopo neanche quattro mesi l’avventura di Antonio Toma sulla panchina giallorossa. Il tecnico di Maglie, infatti, è stato sollevato dal suo incarico nella giornata di ieri, pagando a caro prezzo le due ultime gare di regular season. L’ex allenatore giallorosso non è riuscito a dare il colpo decisivo a questo campionato quando si sono presentate le giuste occasioni, coincise con i rallentamenti del Trapani, nonostante la sconfitta maturata proprio nello scontro diretto con gli uomini di Boscaglia lo scorso 4 marzo, primo campanello d’allarme di un Lecce assente ingiustificato nei momenti decisivi. Alla fine chi ci rimette è sempre l’uomo solo: l’allenatore. Così come i tifosi che macinano chilometri solo per la maglia… PAGA IL GIUSTO PER IL PECCATORE

MANCINI, BYE BYE CITY voto 5Anche i grandi amori arrivano prima o poi al capolinea. Succede così che l’idolatrato (dai tifosi perché a quanto pare lo sceicco non ci sente…) tecnico italiano del Manchester City, Roberto Mancini, sia stato silurato dalla panchina dei Citizens. La sua colpa? Quella di non aver vinto alcun titolo nella stagione ormai ai titoli di coda, con il secondo posto alle spalle dell’inarrivabile United, l’eliminazione precoce dalla Champions e, ultima in ordine cronologico, la sconfitta in finale di FA Cup per mano della CenerentolaWigan (condannata proprio ieri alla retrocessione dall’Arsenal). Non si conclude dunque nel modo più lusinghiero l’avventura dell’allenatore jesino Oltremanica: ma meritava di esser cacciato come una commare fastiiosa? MANCIDIO

COME MOTIVARE I CICLISTI voto 6Storicamente, il carrozzone del Giro d’Italia è sempre stato colorito e goliardico. Qualche simpatico burlone ha così (vedi foto) inteso motivare i corridori, invitandoli a tenere duro (in tutti i sensi) perchè in cima alla montagna ci sarebbe… di che divertirsi. E vabbè, archiviamola come una boutade. Ma, nell’era delle Pari Opportunità, non sarebbe stato meglio pensare ad uno striscione bipartisan? E se qualcuno di quei ciclisti non fosse interessato a quell’argomento, ma preferisse altro? SI LAVORA E SI FATICA PER LA GLORIA E PER LA.. (scusate, non ci ricordiamo il finale!)

SALVADORE VERSIONE GOLEADOR voto 7Una domenica da sogno. Lui, che in genere impedisce agli avversari di fare gol e che aiuta i suoi compagni a realizzarne, sigla contro il Martano una doppietta di pregevole fattura. Una nuova soluzione offensiva per Longo? Gli attaccanti rossazzurri non temano, il suo posto è “SEMPRE LÌ, LÌ NEL MEZZO”

VIRTUS E SAN VITO, GLI INCUBI DEL LEVERANO voto 8Cosa hanno in comune, oltre ad essere entrambe brindisine, Virtus Francavilla e San Vito? Risposta: costituiscono “l’antidoto” all’imbattibilità casalinga del Leverano. La formazione di Branà veleggia con grandi meriti nelle zone alte della classifica ma, essendo fuori dai giochi per il primato, aveva un solo grande obiettivo: conservare immacolato il proprio terreno di gioco. Ma nel più classico dei film del ragioner Ugo Fantozzi, la “nuvoletta minacciosa” si abbatte sul Leverano, con i connotati delle squadre di Pizzonìa e Licci. Due vittorie esterne in altrettante gare, nell’arco breve di tre giorni, per trasformare il “Comunale” da bunker in terra di conquista. Applausi, non per Fibra, ma per Virtus e San Vito. AO’ E FATECE PASSA’!

DAL SALENTO ALL’AZZURRO: VALERIA CARACUTA voto 9Che salto per la bella, brava e simpatica pallavolista salentina, nativa di San Pietro Vernotico ma leccese doc a tutti gli effetti. Partita da Ugento, Valeria ha fatto la gavetta e, a furia di alzate e di giocate spettacolari, è arrivata a vincere Scudetti, Coppe, titoli e medaglie varie. Il traguardo più bello, però, è quello tagliato qualche giorno fa: la convocazione in Nazionale, con la prospettiva di rappresentare il Tricolore ai prossimi Europei di settembre. Niente male, no? IL CIELO E’ SEMPRE PIU’… AZZURRO

THANK YOU SO MUCH, SIR ALEX voto 10Arrivato a Manchester, sponda United, dai trionfi in Scozia ed in Europa con l’Aberdeen, il 6 novembre del 1986. Impiega quasi quattro anni per vincere il primo titolo, una Coppa d’Inghilterra in finale col Crystal Palace: da quel momento in poi sarà leggenda! 38 trofei conquistati in 27 anni di conduzione tecnica dei Red Devils: dai “Calypso boys”, Yorke e Cole, a Scholes, Giggs ed Irwin, dallo scarpino calciato sul volto di Beckham alla litigata furiosa con Wayne Rooney, dal titolo di “baronetto” al bicchiere di vino rosso sorseggiato con Josè Mourinho nei meandri dell’Old Trafford dopo ogni avvincente sfida, dalla consacrazione di Cristiano Ronaldo alla Champions vinta in un minuto grazie a Sheringham e Solskjaer: una storia che ha il nome e cognome di Alex Ferguson, Sir Alex Ferguson. Da domani per lo United parte un nuovo corso, ma certe pagine sono consacrate all’immortalità. NELL’OLIMPO DEGLI DEI

STEFANO DE RAZZA E CONSORTE voto 10 e lode – Bellini loro. Lei con un vestitino giallo, una piccola De Razzina in grembo e gli occhi a cuoricino; lui tirato a “caramella”, elegante e dolce (mai visto così in mezzo al campo…) nel metterle l’anello al dito. Carucci i nostri due nuovi sposini. Auguroni! Ok, abbiamo fatto sfogare la nostra vena romantica. Ora permetteteci una domanda: CHI VE L’HA FATTA FA’?

Redazione SS
Nata nell'agosto 2010, vincitrice del premio Campione 2015 come miglior articolo sportivo, realizzato da Lorenzo Falangone, e come miglior testata giornalistica sportiva salentina nella prima edizione del "Gran Premio Giovanissimi del Salento" organizzato dalla redazione della testata on-line giovanissimidelsalento.com.
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