MONDIALI – ‘Te lo dò io il Brasile’, day #29: Orange, dischetto maledetto. Argentina in finale, cresce l’ansia dei brasiliani…

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Il Mondiale non porta bene a Wesley Sneijder. Se quattro anni fa l’Olanda avesse battuto la Spagna in finale lui a dicembre avrebbe alzato al cielo il Pallone d’Oro, culmine di un’annata irripetibile con il triplete dell’Inter e il Mondiale orange. Quattro anni dopo Sneijder va a San Paolo a giocarsi il passaggio in finale ma il suo errore dal dischetto condanna l’Olanda e manda in finale l’Argentina di Messi, proprio colui che tra lo stupore generale vinse il Pallone d’Oro nel 2010.

Che noia ieri sera, ragazzi. Squadre imballate, senza fantasia, senza coraggio, come se i giocatori in campo avessero già paura della straripante Germania già qualificata per la finale di Rio. Pochissime emozioni, occasioni da gol praticamente inesistenti fatta eccezione per un incursione in area di Robben che a tu per tu con Romero si fa respingere la conclusione a rete da un maestoso tackle di Mascherano. Quattro anni fa, nella finale dei Mondiali sudafricani, proprio Robben fallì un gol facile facile solo davanti a Casillas. Finì come tutti sanno. Corsi e ricorsi storici. Come l’allergia ai rigori dell’Olanda, che nella sua storia recente ha vinto solo una partita dal dischetto, sabato scorso contro la Costarica.

Passa l’Argentina e contestualmente aumenta l’ansia dei brasiliani, sempre più spaventati di ritrovarsi domenica con Messi nel loro tempio con la coppa tra le mani. Germania-Argentina sarà una gran bella finale, ne siamo certi. Terza finale tra queste due squadre e i precedenti dicono 1 a 1: nell’86 vinse Maradona, nel ’90 Matthaeus. E domenica si sfideranno Messi e Muller, la classe cristallina contro la potenza fisica. Presto per avanzare ipotesi ma la Germania sembra avere una marcia in più. E probabilmente avrà anche dalla sua il sostegno di buona parte del Maracanà.

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