PAGELLE AZZURRE – Eliminati, ma con onore. Buffon e Parolo eroici, Pellè e Zaza: perché?

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Foto: Gianluigi Buffon (@uefa.com)

Le pagelle di Germania-Italia

ITALIA

Buffon 7,5 – Se c’è un Azzurro che esce da leggenda da questi Europei, è proprio il numero 1 della Nazionale. Amato e venerato su ogni campo, da ogni tifoseria, si dimostra Capitano con la C maiuscola, capace di prendere per mano i compagni al fronte e di tenere in alto il Tricolore nei momenti più difficili, grazie alla sua qualità che lo tengono nella top 10 mondiale nonostante la veneranda età. Anche con la Germania, un miracolo (unica vera parata, a dirla tutta) nei 90 minuti ed il rigore parato a Muller che da il via all’illusione italiana. Grazie di tutto, super Gigi

Barzagli 6,5 – Come in tutta la competizione, soffre i veloci e tecnici avversari ma tiene botta a testa alta e senza mollare un centimetro. Bravo e attento per tutti i centoventi minuti nonostante il poco aiuto di Florenzi e qualche patema dopo l’ingresso di Draxler, poteva leggere meglio la situazione in occasione del gol di Ozil, in cui ha una qualche percentuale di complicità. Per il resto tanta attenzione e freddezza, come in occasione del rigore realizzato nonostante fosse allo stremo delle forze. Chiude in lacrime, e tra i meritati applausi da parte di tutti

Bonucci 7 – Meno perfetto che in altre volte, questo si, ma se anche con i tedeschi, per distacco la Nazionale più forte (almeno sulla carta) di Euro 2016, avesse spadroneggiato come con Belgio, Svezia e Spagna, allora la mancata iscrizione al Pallone d’Oro 2016 diventerebbe una grave ingiustizia. Gomez è cliente scomodo, non certo l’impacciato panzer visto a Firenze, ma gli affanni per non crollare vengono ripagati con l’ennesima grande prestazione difensiva. Perfetto nel rigore del pareggio (cosa non scontata, e poi si è visto), quello parato dopo da Neuer e la deviazione decisiva per il gol di Ozil non possono togliere troppo valore alla prestazione ed al suo eccellente Europeo

Chiellini 7 – Prestazione simile, tanto per cambiare, a quella dei compagni di reparto. Mai in sofferenza su Gomez, Ozil o Muller, è insuperabile in coppia con De Sciglio e né Kimmich né Schweinsteiger riescono a sfondare da quella parte. Una deviazione di Bonucci lo inganna sul gol di Ozil, e Buffon lo salva da un’autorete che, vista la dinamica dell’azione di Gomez, appariva quasi inevitabile. Esce stremato all’ultimo secondo (dopo aver procurato il penalty del pareggio) per evitare figuracce dal dischetto, ma nemmeno bendato avrebbe fatto peggio di Zaza

Florenzi 5,5 – Il peggior Azzuro dei tempi regolamentari. Gli undici chilometri percorsi rendono impossibile dargli un voto peggiore, ma il fatto di aver sbagliato il 90% dei palloni toccati non consente di premiare la sua generosità (spettacolare il salvataggio di tacco su Muller, lanciato però proprio da un suo errore) con la sufficienza. La cosa migliore? Il cross di mancino che porta al fallo di mano di Boateng

Sturaro 6,5 – Poca qualità, ma una quantità esorbitante di palloni recuperati. Se il centrocampo di Conte non sprofonda al cospetto di quello, pressoché perfetto, della Mannschaft, è anche merito suo. Preferito all’acciaccato De Rossi, ripaga la scelta del commissario tecnico con una prova di sostanza in cui commette qualche preventivabile errore ma va anche ad un passo dal gol del vantaggio con un bel diagonale nel primo tempo

Parolo 7,5 – Appena due anni fa retrocedeva, da mezzala offensiva, con la maglia del Cesena, mentre ieri si è trovato perno del centrocampo, regista e frangiflutti della sua Nazionale contro la selezione più forte del mondo. Solo applausi per il laziale, capace di annullare Kroos, limitare Muller e Ozil e bravo a ritagliarsi il tempo di inventare qualche apertura qua e là per arieggiare una manovra, come preventivabile, macchinosa. Una delle più belle sorprese dell’Italia di Conte

Giaccherini 6,5 – Vedi Sturaro, Parolo e Florenzi, con la sua corsa manda in crisi le geometrie (di solito impeccabili, ma non certo ieri) dell’undici teutonico. Sbaglia poco con il pallone tra i piedi, ma visto che ieri era tra i più tecnici all’interno della formazione azzurra, ci si poteva aspettare anche qualcosina in più al cross o nell’uno contro uno. Bravo dal dischetto, resta l’amaro in bocca per quel controllo non perfetto nel primo tempo sul quasi gol di Sturaro dopo un inserimento dei suoi

De Sciglio 7 – Magari non è stato perfetto come con la Spagna, ma la Nazionale che aveva di fronte era ben più forte e qualche sofferenza in più è assolutamente comprensibile. Lotta con carattere su ogni pallone, dimostrando di aver affrontato questo Europeo con il piglio perfetto, con la verve necessaria per riproporsi a livelli ottimali. Dimostra freddezza anche dal dischetto e si conferma uno dei migliori esterni dell’intera rassegna continentale

Eder 6,5 – Una partita di sacrificio puro al servizio della squadra. Certo, vista la qualità messa in campo con Svezia e Spagna si sperava in qualcosina in più, ma l’Italia di ieri aveva bisogno soprattutto del suo pressing e dei suoi movimenti, ed in questo è stato encomiabile fino al secondo tempo supplementare, quando Conte l’ha chiamato in panchina. Un Europeo che resta positivo, anche oltre le previsioni

Pellè 5 – A essere buoni. Con questa insufficienza non gravissima si premiano i 120 minuti di lavoro sporco, da solo a lottare su ogni palla alta con Howedes, Hummels e soprattutto Boateng, che ne hanno viste davvero poche. Sportellate, sponde e aperture a non finire, il tutto rovinato dalla sufficienza con cui sbaglia dal dischetto il rigore che avrebbe regalato al 90% la vittoria ai suoi. Una sola spiegazione: se la stava facendo sotto. L’eccessiva emotività è infatti l’unica motivazione per cui un calciatore potrebbe metterla sul piano della provocazione con Neuer, il portiere più forte del mondo con il carattere più gelido del mondo. Idiozia costata cara

Darmian 6 – Entra in campo e tiene bene sulla destra, nonostante Draxler non sia un cliente facile. Sbaglia un rigore decisivo, ma a differenza di Zaza e Pellè ha decisamente meno colpe

Insigne 6,5 – Nemmeno un quarto d’ora di gioco, ma un paio di conclusioni che mettono i brividi a Neuer e compagni. Ed un rigore calciato magistralmente

Zaza 4 – A differenza di Pellè, non ha una buona gara disputata con cui far alzare la media del pessimo rigore. Rincorsa inspiegabile e spocchiosa, da chi forse si crede il fenomeno che non è. La domanda arriva unanime: perché?

All. Conte 7 – Il presupposto pre-partenza alla volta della Francia non è cambiato a posteriori: questa era la Nazionale Italiana, sulla carta, più scarsa della storia. Non ce ne vogliano i ragazzi di Conte, encomiabili per impegni e attaccamento alla maglia azzurra, ma questo da ancor più valore all’Europeo disputato ed al lavoro del tecnico, che è riuscito a sfruttare al meglio le qualità di cui era in possesso. Il gioco si è visto poco ma la difesa si è dimostrata pressoché impeccabile, e per la prima volta nella storia un’Italia fuori ai quarti può dirsi comunque soddisfatta del proprio cammino e del proprio risultato. Certo, l’amaro in bocca post-rigori resta e non può essere altrimenti, ma restano anche gli applausi per quanto messo in campo da un gruppo con gli attributi

GERMANIA

Neuer 8 Howedes 6 Boateng 5 Hummels 6 Kimmich 6 Khedira sv Kroos 5,5 Hector 6,5 Ozil 6,5 Muller 6 Gomez 6,5 Schweinsteiger 6 Draxler 6 All. Low 5,5

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