EURO 2016 – Day #28: ancora pallamano Germania, ma per Griezmann niente balletti. Francia in finale

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Come da copione, come accaduto a Euro 1984 e al Mondiale 1998, la Francia si fa bella tra le mura amiche e conquista ancora una volta una finale casalinga. Avendo superato per 2-0 una temibile ma mai così spagnola (tanti passaggi, poca sostanza, tanta sufficienza in area di rigore e la tradizione teutonica che va a farsi fottere) Germania, i Galletti si guadagnano il tagliando per partecipare da protagonisti all’atto finale dello Stade de France, dove si troveranno di fronte il sorprendente Portogallo in quello che è già stato ribattezzato come il derby tra le due squadre più fortunate nella storia del calcio.

Acclamata da un po’ tutti come una finale anticipata, la sfida tra le due superpotenze dell’Europa centrale non ha disatteso le aspettative. Da una parte una Francia fragile dietro ma composta e pronta a sfruttare il meglio i colpi di Griezmann, Payet e Pogba, dall’altra una Germania organizzata, paziente e con la voglia di tenere in mano il pallino del gioco. Dopo un buon inizio bleu, gli uomini in bianco hanno preso in mano le redini dell’incontro, sfiorando più volte il gol all’urlo di “Yes we Can”, ma trovandosi di fronte uno Lloris in gran serata a negare il gol al mediano di origini turche. Nel momento migliore degli “ospiti”, il fulmine a ciel sereno che spacca l’incontro: come Boateng lo scorso sabato, anche Schweinsteiger dimentica lo sport praticato, lasciando momentaneamente il mediterraneo calcio per una più nordica pallamano. Rizzoli non perdona e fischia il penalty, confermando che, in un modo o nell’altro, lo spauracchio Italia c’è sempre sulla strada verso la gloria dei figli di Germania. Dal dischetto Griezmann non si fa intimidire da Neuer, non balla né si produce in improvvisate piece teatrali facenti riferimento a posate alcune, bensì rimane freddo e porta i suoi in vantaggio.

La ripresa segue lo stesso copione: Ozil e soci all’attacco e Umtiti e Koscielny su tutti chiamati al super-lavoro per mantenere la porta inviolata, fino al gol del raddoppio di Griezmann, che sfrutta al meglio le cappellate di Kimmich e Neuer (perfetti con l’Italia, in difficoltà ieri) per sfornare un’altra baguette contro i cugini e involarsi in solitaria verso la vetta della classifica marcatori. Al fischio finale è tripudio francese, con i tifosi che, dopo il goffo tentativo di riprodurre l’islandese “Haka-Hu”, cantano a orgogliosi più che mai l’amata Marsigliese in un contesto, anche geograficamente, mai così azzeccato. Nel post-partita il più felice di tutti era però il portoghese Fernando Santos. Grazie alla sconfitta della Germania, potrà evitare di stringere la mano dall’igiene discutibile del tecnico teutonico Low.

Alessio AMATO

Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all’albo dei pubblicisti dal 2016, già redattore de Il Giornale di Puglia, Tagpress e, dal 2013, di SalentoSport.net.

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