PROMOZIONE – Attacco da 50 gol, centrocampo di qualità e sostanza. La Top 11 di SalentoSport

Per il tridente offensivo abbiamo scelto il capocannoniere del torneo, Mummolo, il secondo Ruberto e Peluso che a suon di gol ha trascinato alla salvezza il Talsano

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Tempo di Top 11 per la Promozione, torneo che con la vittoria dei playoff da parte del Tricase ha emesso l’ultimo verdetto della stagione 2017/18. Il Brindisi ha mantenuto fede alle attese e si è aggiudicato il titolo. Retrocessioni dirette per Massafra e Sava, storica salvezza per il Talsano, che s’impone, nell’unico playout, sul Copertino. La bacheca del Mesagne si arricchisce della sua prima Coppa Italia, dopo la vittoria in finale sulla Vigor Moles. Un campionato incerto fin dalle battute iniziali, equilibrio in vetta garantito soprattutto dalla quasi perfetta stagione dell’Ostuni, la bagarre ha coinvolto principalmente la parte bassa della classifica.

Di certo non sono mancati i protagonisti. Tradizionalmente laboratorio di giovani e promesse, la Promozione è terreno fertile anche per i veterani e per i senatori del gol. Difficile stilare l’undici ideale dopo una stagione così tirata. Ci abbiamo provato, operando diverse dolorose rinunce, ma a calcio si gioca in undici. Brindisi, Tricase e Mesagne forniscono l’impalcatura della Top 11 che racchiude in sé il meglio della stagione che si è appena conclusa. Un giocatore a testa per Ostuni, Deghi Lecce, Racale e Talsano. C’è un’unica conferma, Gianni Mummolo, presente anche nella formazione ideale dello scorso campionato. Schierati con il 4-3-3 e allenati da Danilo Rufini, ecco i nostri nomi con relative motivazioni.

In porta una leggenda. Con i suoi trentotto anni Alessandro Leopizzi è ancora uno dei migliori portieri in circolazione. Un predestinato già a quindici anni, tuttavia il calcio gli ha regalato meno gioie di quanto sarebbe stato lecito attendersi. Il Tricase, a ottobre, gli ha affidato le chiavi della saracinesca e lui ha sfoderato colpi prodigiosi, come quando ha parato quasi tutto quello che c’era da parare in finale playoff col Mesagne. Sono lontani i tempi in cui si misurava con i colpi di Pirlo e Bonazzoli in allenamento, ma la classe del ragazzo di Alezio è rimasta intatta. Evergreen.

Davanti a lui una difesa in cui si mescolano esperienza, qualità e freschezza. A destra Angelo De Fazio, classe 1999. Il futuro, in casa Brindisi, passa anche dalle sue parti. Mister Rufini ne ha fatto una pedina importante del suo scacchiere tattico, schierandolo sia a destra che a sinistra. In più, la soddisfazione delle due marcature in campionato. Grande versatilità anche per Marco Malinconico, schierato sulla catena di sinistra della nostra formazione. In estate pare si fossero interessate al terzino classe 1999  società di categoria superiore. Ha avuto ragione il Tricase a puntare su di lui. La convocazione in Rappresentativa la ciliegina sulla torta. Al centro della difesa Hamadi Boualam e Antonio Danese. Le stagioni da protagonista con le maglie di Mesagne e Otranto l’hanno sbattuto in prima pagina e posto all’attenzione del Brindisi. Senso della posizione e letture attente da parte del ventiquattrenne difensore spagnolo di origini marocchine, che ha contribuito a fare della sua squadra la seconda migliore difesa del torneo. Due gol e che grinta per Hamadi Boualam! Antonio Danese, difensore goleador dell’Ostuni, voleva cancellare la retrocessione con la casacca del Manduria, si è portato a casa un terzo posto e una semifinale playoff persa tra le mura amiche. Grande personalità, capacità di far ripartire l’azione, aggiungiamoci sette gol segnati e otterremo il prototipo del difensore perfetto.

Centrocampo che abbina qualità e quantità. Nella mediana a tre a comandare è Bakary Nyassi. Ancora uno sguardo al futuro. Mister Marangio lo lancia e capisce di non poter più fare a meno di lui e il gambiano classe 1998 lo ripaga mangiandosi letteralmente il terreno di gioco e correndo dietro a ogni pallone. Niente, in confronto alla strada che ha dovuto percorrere a piedi, attraversando Senegal, Mauritania, Sahara occidentale, Algeria e Libia. A destra Antonio Di Silvestro. Stagione unica, chiusa in doppia cifra (dodici gol in campionato). Tempi d’inserimento perfetti, qualità, quantità, esperienza da vendere. L’ex Novoli si è preso la Deghi e l’ha trascinata alla salvezza. Un vero lusso per la categoria. E a proposito di esperienza, la fascia sinistra merita la candidatura del 34enne colombiano Jaime Leon Merito, l’uomo delle duecento presenze tra i professionisti. Una delle chiavi tattiche del Brindisi di Rufini, che lo ha voluto fortemente dopo averci giocato assieme, nel 2002, ai tempi del Vittoria. Nasce esterno, con gli anni si è adattato a ricoprire tutti i ruoli del centrocampo. Un guerriero che ogni allenatore vorrebbe avere.

In attacco andiamo sul sicuro. Cinquanta gol in tre. Al centro del tridente Mimmo Peluso, una confidenza incredibile con il gol. Arrivato a dicembre, si è integrato alla perfezione, entrando subito nei meccanismi di mister Frascella. Le sue tredici reti, senza rigori, sono state determinanti per condurre la matricola Talsano a una storica salvezza. A destra Maurizio Ruberto, bomber di lungo corso, cresciuto nelle giovanili del Bari. Attaccante di razza, l’ex Tricase è capace di andare regolarmente in doppia cifra, giocando sia da prima che da seconda punta. Diciassette i gol che hanno condotto l’Atletico Racale alla permanenza nella categoria. E a sinistra chi se non Gianni Mummolo? Eccovi il capocannoniere della Promozione, ventisei anni e venti gol al servizio del Mesagne. Un’annata straordinaria, per uno nato come fantasioso esterno d’attacco da utilizzare al servizio di una prima punta e che invece si è rivelato spietato finalizzatore del gioco cucito da Gioacchino Marangio. Segna in tutti i modi. Inarrestabile, implacabile.

Capitolo allenatore. Non poteva non essere Danilo Rufini a dirigere la formazione ideale del Girone B di Promozione. Un predestinato, prima come calciatore (una ventina di stagioni tra Serie C e Serie D e numerosi campionati vinti) e poi come allenatore (conduce il San Severo dalla Promozione alla Serie D in due anni, alla sua prima esperienza in panchina). Ma il difficile è vincere in una piazza esigente e che non perdona nulla come Brindisi. Lo fa al suo primo anno al timone della squadra biancazzurra, facendo sfoggio di grande duttilità tattica e di sapienti capacità di gestione del gruppo. Era dal 2009 che a Brindisi non si festeggiava per la vittoria di un titolo.

Una formazione che esprime dei valori così elevati deve avere una panchina all’altezza. Completano la rosa Adriano Esposito, trascinatore, con le sue parate, dell’Ugento verso la salvezza, il terzino classe 1998 della Salento Football Leverano Matteo Inguscio, Giorgio Angelè (Mesagne), leader della miglior difesa della Promozione, il difensore goleador (nove reti) del Maglie, Stefano Biasco, la promessa del calcio lizzanese, il centrocampista classe 2000 Giuseppe D’Ettorre, l’uomo in più del centrocampo dell’Ostuni, Danilo Colluto e l’attaccante dell’Uggiano Salvatore Brindisi, piazzatosi sul terzo gradino più basso del podio in classifica marcatori, con sedici reti.

Una menzione speciale la merita Mino Portaluri: il miracolo Maglie è merito anche suo. Ha preso un gruppo di ragazzi e ne ha fatto una squadra vera. Tra mille difficoltà.

TOP 11 (4-3-3): Leopizzi (Tricase), De Fazio (’98 Brindisi), Malinconico (’99 Tricase), Nyassi (’98 Mesagne), Boualam (Brindisi), Danese (Ostuni), Merito (Brindisi), Di Silvestro (Deghi Lecce), Peluso (Talsano), Mummolo (Mesagne), Ruberto (Atl. Racale). In panchina: Esposito (Ugento), Matteo Inguscio (’98 Salento Football Leverano), Angelè (Mesagne), Biasco (Maglie), D’Ettorre (’00 Lizzano), Colluto (Ostuni), Brindisi (Uggiano). Allenatore: Rufini.

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